Arriva 42 Roma Luiss, la versione italiana di École 42 creata da Xavier Niel

11 agosto 2020 - 17:35 |
11 agosto 2020 - 18:00 |

Il 2021 vedrà la nascita della versione italiana di École 42, la scuola che insegna in modo rivoluzionario e unico il coding agli innovatori di domani

Arriva 42 Roma Luiss, la versione italiana di École 42 creata da Xavier Niel

Può una scuola di specializzazione e di abilitazione a una professione essere senza professori, esperienza pregressa e voti? Può, soprattutto, nascere a Roma sotto l’egida di una delle università private più prestigiose ed esose presenti sul nostro territorio?

La risposta a tutte queste domande è affermativa purché si tratti del progetto di École 42, l’alternativo ateneo di coding creato da Xavier Niel nel 2013 a Parigi e già diventato un modello in oltre 23 città al mondo fino ad approdare nella Capitale con il taglio del nastro ufficiale previsto a inizio 2021.

La nascita del progetto e la nuova sede italiana

Sette anni fa il magnate delle telecomunicazioni e dell’editoria francese Niel Xavier, fondatore tra l’altro del colosso Free, uno dei provider più importanti in Francia, non riuscendo a trovare personale qualificato da coinvolgere nelle sue attività digitali, si rende conto delle falle del sistema scolastico d’Oltralpe e pensa bene di dare vita a un nuovo modello educativo che metta al centro dell’attenzione il talento e il merito, liberandolo dagli schemi tradizionali dettati da un insegnamento apicale di uno verso molti e da voti di giudizio.

Il 26 marzo del 2013 in collaborazione con Florian Bucher e Nicolas Sadirac e Kwame Yamgnane annuncia l’apertura di École 42 - in omaggio al un passo del celebre libro “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams - l’innovativo polo dedicato al coding, ai linguaggi di programmazione e alle nuove professioni digitali totalmente gratuito e finanziato per intero dal tycoon stesso.

Roma è stata scelta come sede italiana, aprirà ufficialmente i battenti a inizio 2021 e ospiterà 150 aspiranti digital innovator. L’ambizioso progetto è sviluppato in collaborazione con l’università Luiss Guido Carli e la sede sarà all’interno dello spazio polifunzionale Luiss EnLabs dentro la Stazione Termini. Anche la declinazione italiana ha trovato il suo patron e più fervido sostenitore in Riccardo Zacconi, meglio conosciuto come Mr Candy Crush, il papà del più famoso gioco delle caramelle venduto a fine 2015 per quasi sei miliardi di dollari al gruppo americano di videogiochi Activision. Ex studente della Luiss e a sua volta divenuto imprenditore e visionario, è tornato in Italia con l’intento di dare un contributo fattivo alla trasformazione digitale del suo Paese, con lo scopo di scovare talenti che, divenuti imprenditori digitali a livello mondiale, possano sostenere progetti educativi del genere, nello spirito e volontà del fondatore francese di École42.

Roma, quindi, e l’intera Italia avranno a breve un nuovo polo didattico per sfornare professionisti che ci auguriamo restino in Italia e contribuiscano con le competenze acquisite a traghettare il Belpaese verso una trasformazione digitale degna di questo nome senza che subisca ancora una volta un’ennesima fuga di cervelli e un conseguente depauperamento della sua linfa vitale: il talento.

Non poteva capitare in un momento migliore dal momento che i dati relativi alla mancanza di figure professionali specializzate, soprattutto tra i giovani sono inquietanti.

Secondo il bollettino di Unioncamere e Anpal diffuso a inizio anno, non vi sono figure professionali specializzate in ambito informatico e tecnologico tra i giovani benché il mercato e più in generale l’Industria 4.0 le richiedano. Mancano programmatori, sviluppatori, sistemisti e progettisti software, tutte professioni ben pagate tra i giovani ranghi degli aspiranti lavoratori a fronte, invece, di figure professionali che operano in ambito tech ma con età media over 55 anni e proiettate più verso la conclusione di un percorso lavorativo che l’inizializzazione di un progetto e che, paradossalmente, non hanno eredi a cui trasferire la propria esperienza.

Il motivo? Di certo la mancanza di percorsi didattici o di apprendimento che siano in linea con quanto richiesto dalle aziende oggi e un decrescente interesse verso tematiche che invece impazzavano negli anni ‘90. Fatto sta che domanda e offerta sono notevolmente sbilanciate tra loro e spesso e volentieri le imprese si trovano a dover gestire dei veri e propri buchi nel proprio organico con la conseguenza che la tanto sperata innovazione rischi di diventare un sogno più che un obiettivo reale da raggiungere.

Come iscriversi al 42 Roma Luiss

Per aderire al programma del progetto i 150 aspiranti innovatori digitali non devono avere esperienze pregresse, purché si rientri nella fascia di età tra i 18 e i 35 anno - unica conditio sine qua non - e abbiano davvero voglia di imparare e di raggiungere gli obiettivi che quotidianamente sono prefissati. La scuola, infatti, è totalmente basata sul merito e per entrare è necessario superare una serie di test logici secondo la metodologia della gamification.

Non esiste un corpo docente, né dei mentor nel significato classico del termine: sono gli stessi studenti che giudicano i propri colleghi secondo la metodologia peer to peer che è nel DNA stesso dell’ateneo e che permette a tutti di misurarsi con le proprie competenze e la propria capacità di problem solving.

A ciascun discente, infatti, viene affidato un progetto da portare avanti con i propri colleghi al superamento del quale si passa a un livello successivo sempre più complesso. Per essere formalmente ammessi - come si legge sul sito italiano - è necessario “superare la prima scrematura che avviene con test online di ragionamento logico, partecipare a un incontro introduttivo e portare a termine la “Piscine””, ossia 4 settimane consecutive di programmazione, 24 ore su 24 7 giorni su 7 come se fosse un hackathon continuo o un videogioco sempre più difficile.

Argomenti:

Roma Digitalizzazione

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