Salva-banche, fondo di solidarietà per i risparmiatori: il rimborso del 30% sarà realtà?

Flavia Provenzani

07/12/2015

07/12/2015 - 08:59

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Rallenta l’ipotesi di creazioni di un fondo di solidarietà per gli obbligazionisti subordinati che hanno perso tutto con il decreto salva banche.

Nuove tutele e rimborsi in arrivo per i risparmiatori penalizzati dal decreto salva-banche, che hanno visto azzerarsi gli investimenti in azioni e obbligazioni subordinate di Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti.
È questa la notizia rilevata dal Sole 24 Ore, un ipotesi di emendamento che si attende diventi realtà ma che sta incontrando non pochi ostacoli nella sua realizzazione.

Dopo l’ottimismo generato dalle voci nei giorni scorsi sulla creazione di un fondo ad hoc per il rimborso degli obbligazionisti subordinati delle quattro banche salvate per un totale del 30% dell’investimento, dopo la discussione sull’emendamento voluto dalla maggioranza Pd insieme al Governo la possibilità che i risparmiatori ricevano realmente un rimborso inizia a sfumare.

La creazione del fondo, che dovrebbe essere composto dai ricavi delle valorizzazione degli strumenti passivi all’interno della bad bank e che è stato pensato come rimborso per gli investitori in obbligazioni subordinate delle banche fallite, sembra essere più complicato del previsto.

È lo stesso Matteo Renzi a confermare le difficoltà che l’emendamento deve affrontare:

«Cercheremo di trovare una soluzione, ma non è la cosa più semplice del mondo pensando a come funziona oggi il mercato delle banche in Europa».

Intanto continuano le numerose proteste degli investitori privati che da un giorno all’altro hanno visto azzerarsi l’investimento in un asset che sembrava più sicuro di quanto poi non fosse. Nonostante la volontà del governo sia trovare una soluzione alle conseguenze generate dal decreto salva-banche, continua il dissenso degli investitori tra manifestazioni e commenti al veleno sui forum di settore.

Ancora non siamo a conoscenza dei risultati del vertice alla Camera sulla questione sulla soluzione finale da seguire, ma è confermata la partenza dall’emendamento Perillo.

Questo prevede la creazione di un fondo da 120 milioni di euro al fine di rimborsare le perdite subite dagli obbligazionisti subordinati. Un vero e proprio rimborso di solidarietà per gli investitori e non un indennizzo, destinato a chi, a causa delle perdite subite, può trovare in una situazione di “indigenza”. Questa è l’idea iniziale, ma si dubita dell’efficacia della comprensione di chi sia realmente in forte in difficoltà e chi no; per questo motivo, la soluzione più probabile è che il rimborso abbia carattere universale per tutti i 130 mila obbligazionisti subordinati che hanno perso, si stima, tra i 300 e i 330 milioni di euro.

Leggi anche: Il costo del decreto salva-banche per i risparmiatori? Più di 1,2 miliardi di euro

L’emendamento Perillo prevedeva lo stanziamento di 120 milioni di euro, di cui 40 a carico del Tesoro dello stato e 80 a carico delle banche, ma il fondo finale probabilmente non sarà più alto di 100 milioni e potrebbe prevedere una compartecipazione dello stato con un apporto 50 e 50 insieme alle banche.

Potrebbero essere confermati i requisiti per accedere al fondo; basterà essere un piccolo risparmiatore, ma con un massimo tetto di 50 mila euro. Il rimborso, inoltre, non sarà uguale al totale della somma persa, ma circa il 30%.

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