S&P taglia il rating di Arabia Saudita e Brasile con il petrolio ai minimi

Nicola D’Antuono

18 Febbraio 2016 - 06:38

L’agenzia di rating S&P ha bocciato Arabia Saudita e Brasile, a causa dei rischi derivanti dai bassi prezzi del petrolio. Downgrade anche per Oman e Kazakhstan

S&P taglia il rating di Arabia Saudita e Brasile con il petrolio ai minimi

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha deciso di abbassare il rating creditizio di lungo periodo di alcuni importanti paesi produttori di petrolio, a partire da Arabia Saudita e Brasile. L’agenzia di valutazione del debito americana ha tagliato il giudizio sul rating sovrano dell’Arabia Saudita al livello “A-“ da “A+”. L’outlook per i prossimi trimestri è comunque stabile, per cui non sono previsti al momento ulteriori declassamenti. Gli esperti di S&P ritengono che i bassi prezzi del greggio provocheranno seri problemi al bilancio pubblico di Riad, a causa della sua elevata dipendenza dall’export di petrolio.

L’Arabia Saudita è il più grande esportatore al mondo di greggio ed è allo stesso tempo il paese leader dell’OPEC, il Cartello dei principali paesi produttori di petrolio. S&P ritiene che il greggio su valori così bassi provocherà un aumento del deficit di bilancio fino al 9% del pil nel quadriennio che va dal 2016 al 2019. Si tratta di un valore che comprende un incremento del 2% rispetto alle stime effettuate lo scorso ottobre. Tuttavia si stima che in media le compagnie petrolifere di Riad abbiano un break-even point intorno ai 10$ al barile, per cui non è comunque a rischio la redditività di numerose aziende del settore oil.

S&P ha anche tagliato il rating del Brasile a “BB” da “BBB-“, confermando l’outlook negativo. In pratica esiste una possibilità su tre che l’agenzia americana tagli ulteriormente il rating nei prossimi trimestri. Il paese sudamericano continuerà ad essere interessato da una grave crisi economico-finanziaria, aggravata da un’inflazione in doppia cifra e dai bassi prezzi delle materie prime. La valutazione “junk” (spazzatura), assegnata da S&P 5 mesi fa, dovrebbe continuare ad allontanare i grandi investitori, con possibili ripercussioni negative sul real e sui titoli di stato emessi dal governo centrale. Anche quest’anno il Brasile sperimenterà la recessione. Infine S&P ha di aver bocciato anche il Kazakhstan a “BBB-” da “A3” e l’Oman a “BBB” da “A3”

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