Le notizia che arrivano dalla Russia sono drammatiche. E non parliamo solo delle condizioni a cui sono costretti a sottostare gli abitanti della zona a causa degli incendi, che portano ondate di calore e aria irrespirabile. In questa sede vogliano soffermarci ai problemi di natura più strettamente economica.
Il presidente russo, Dmitry Medvedev ha dichiarato che circa il 25% delle messi di grano russe sono state distrutte dagli incendi e dalla siccità. Il Cremlino ha messo in campo 35 miliardi di rubli (circa 892 milioni di euro) per soccorrere i contadini che rischiano la bancarotta per la perdita del raccolto.
Medvedev ha ordinato a governo,enti di controllo e magistratura di monitorare i prezzi del grano e di altri generi alimentari, in particolare farina, pane, latte e carne, per prevenire aumenti. Secondo gli esperti, gli effetti della calamita’ e la sospensione dell’export di grano almeno sino a fine anno hanno gia’ causato un aumento del prezzo del pane.
Secondo quanto ricostruisce La Repubblica «intere famiglie hanno perso, a causa della siccità e degli incendi che nell’ultima settimana hanno colpito Mosca e molte regioni della Russia, la propria unica fonte di sussistenza economica: il grano. Senza contare i danni che sta subendo e continuerà a subire l’economia del Paese a causa del blocco dell’export dei cereali».
All’inizio di questa settimana la Russia ha abbassato di 10 milioni di tonnellate la stima sul raccolto di cereali, che ora si assesta sui 60-65 milioni, contro i 90 usuali. Nei giorni scorsi il primo ministro, Vladimir Putin, ha precisato che il divieto di esportazione del grano russo, che entrerà in vigore il 15 agosto, non verrà abolito nel breve periodo.
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