Rimborsi IRPEF 2015, busta verde: che cos’è, come funziona e a quali contribuenti spetta

Molti contribuenti italiani stanno ricevendo dall’Agenzia delle Entrate una busta verde con le indicazioni per riscuotere i tanto attesi rimborsi IRPEF 2015: ecco come funziona il nuovo strumento del Fisco.

Già da alcuni giorni molti contribuenti italiani stanno ricevendo presso la propria abitazione una busta verde da parte dell’Agenzia delle Entrate con la quale il Fisco informa che sono disponibili i tanto attesi rimborsi Irpef 2015 e indica le modalità per ottenere il rimborso stesso.
Differentemente da quanto già scritto nei giorni scorsi, non si tratta dell’ennesimo tentativo truffa organizzato da parte di soggetti che nulla hanno a che vedere con le agenzie dello Stato ma di una modalità corretta e regolare con cui il Fisco sta iniziando ad erogare i primi Rimborsi Irpef.
Occorre ora chiarire, però, quali sono i contribuenti interessati dalla busta verde, quali le tipologie di rimborsi Irpef che vengono erogati in questi giorni e quali, infine, le modalità con cui è possibile ottenere, praticamente, la somma che deve essere rimborsata.

Tipologie di rimborsi Irpef assegnati con busta verde
Come si legge nelle buste verdi che stanno arrivando in questi giorni ai contribuenti italiani, viene reso disponibile, nel bel mezzo di Agosto, un rimborso dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per la deducibilità parziale dell’Irap (ex art. 2, comma 1-quater, del DL 201/2011).
In altri termini i rimborsi Irpef erogati vengono assegnati per il pagamento maggiorato dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, a seguito della indeducibilità dell’Irap sul costo del personale. Per comprendere questo punto occorre ricordare che nel sopracitato DL 201/2011 (Decreto Salva Italia, varato dal Governo Monti), veniva prevista la possibilità di dedurre l’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) dalle imposte dirette, limitatamente alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato e al netto delle deduzioni, a partire dal periodo d’imposta 2012. In seguito all’emanazione del Decreto Salva Italia erano, quindi, giunte le prime istanze per ottenere questa tipologia di rimborsi anche se, poi, non si era più parlato di essi.
Ora, dopo i ritardi annunciati sui rimborsi IRPEF erogati nella pensione a seguito della presentazione del Modello 730 e le già ricordate email truffa, arriva una sorpresa gradita ai contribuenti che, riassumendo, si vedranno assegnati i seguenti tipi di rimborsi:

  • rimborso Irpef spettante per la deducibilità Irap, a seguito di un ricalcolo afferente la stessa Irap, riguardo al costo del personale. Di tale rimborso, viene indicato nella busta verde, sia l’importo del credito spettante e sia l’anno a cui si riferisce il credito stesso;
  • rimborsi delle addizionali Irpef regionali e comunali che comunque, in questo caso, saranno di importo più esiguo;

Busta verde per rimborsi: destinatari e soggetti interessati
Chi sono i contribuenti che stanno ricevendo in questi giorni al loro domicilio fiscale (in genere coincide con la residenza) la busta verde?
Occorre innanzitutto premettere che i rimborsi Irpef di cui parliamo qui spettano solo a quei contribuenti che hanno presentato, a suo tempo, una domanda online rispettando le specifiche modalità e i tempi previsti.
Dal momento, poi, che tale rimborso viene assegnato per un versamento in eccesso di IRPEF determinato dell’indeducibilità dell’IRAP sul costo del personale (poi divenuto deducibile per effetto del DL Salva Italia), questi rimborsi IRPEF interesseranno i contribuenti che versano l’IRAP e hanno dei lavoratori alle proprie dipendenze. Più nel dettaglio si tratta di:

  • persone fisiche esercenti attività commerciali;
  • persone fisiche che esercitano lavoro autonomo ad esclusione dei soggetti rientranti nel regime dei minimi;
  • persone fisiche titolari di redditi d’impresa;
  • società di persone;
  • società di capitali;
  • enti equiparati a società di persone o di capitali;

Come ottenere il rimborso Irpef 2015
La busta verde contiene non solo l’indicazione dell’importo spettante a titolo di rimborso e della specifiche con l’anno di riferimento ma anche il modulo per riscuotere rimborso riconosciuto.
La somma spettante può essere riscossa in un qualsiasi sportello delle Poste Italiane a partire dalla data indicata nel modulo che, comunque, sarà molto vicina nel tempo, dal momento che i primi rimborsi Irpef sono partiti dal 17 Agosto 2015.
Nel caso in cui sia stata presentata una domanda telematica e non si sia ricevuto il rimbroso il contribuente potrà accedere al cassetto fiscale della voce «rimborsi» e controllare se sono presenti somme dovute per questo tipo di rimborso (il riferimento normativo è all’art. 2, comma 1-quater, del DL 201/2011). Se tali somme sono effettivamente presenti sarà possibile monitorare lo stato di avanzamento del rimborso, l’importo riconosciuto e la data a partire dalla quale sarà disponibile il rimborso. Se la data è fissata a un momento molto vicino nel tempo occorre ricordare che la busta verde deve comunque arrivare per posta e che, se non arriva, può essere utile verificare eventuali ritardi nella consegna di essa.

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