Anzianità e merito, 100mila assunzioni, chiamata diretta dei presidi, detrazioni per le paritarie, aggiornamento, materie. Ecco i punti cardine della riforma della Scuola: tutto ciò che c’è da sapere sul ddl in 6 punti
Il Consiglio dei Ministri riunitosi ieri, a nove giorni di distanza dalla presentazione delle linee guida sulla «Buona scuola», ha approvato il disegno di legge che riforma il sistema scolastico, contro il quale si sono scagliati studenti e sindacati che sono scesi in piazza per manifestare.
Il Governo, dal canto suo, va avanti nonostante le proteste e annuncia soddisfazione per la decisione presa:
«La riforma della scuola è quella principale per il Paese, ne siamo orgogliosi. Siamo riusciti, dopo una lunga discussione, a trovare un buon clima in consiglio dei ministri. Ora la palla passa al Parlamento. Le proposte sulla scuola sono realizzabili abbastanza rapidamente, con grande intensità, se il Parlamento vorrà lavorare con senso d’urgenza. Sono molto ottimista».
Ma in cosa consiste la riforma e come cambia la scuola? Ecco tutto ciò che c’è da sapere in 6 punti
Riforma Scuola: anzianità e merito
I «pronostici della vigilia» sono stati ampiamente rispettati. Gli avanzamenti di carriera dei docenti si baseranno, oggi come in futuro, sugli scatti d’anzianità. Il ddl prevede il varo di una cifra aggiuntiva, 200 milioni di euro che verranno stanziati dal 2016, proprio sul merito. Saranno i presidi a decidere di premiare gli insegnanti meritevoli, in nome di un’autonomia che, secondo Matteo Renzi, deve diventare il motore di tutto il sistema scolastico:
«Il merito lo valuterà il preside, sentito il consiglio dei docenti, secondo modalità che sceglieranno. Decideranno loro. Il primo punto della riforma della scuola è l’autonomia Ogni scuola vive la propria autonomia. E’ come se dicessimo che la scuola deve essere il cuore e il motore di un territorio, ma ogni scuola è diversa».
Riforma Scuola: aggiornamento
Al suo interno la riforma contiene una misura relativa alla nascita di una card per l’aggiornamento culturale. Verrà infatti creata la «Carta dei prof», un bonus annuale (in denaro), che i professori potranno utilizzare per finalità culturali. La cifra ammonterà a 500 euro (100 in più rispetto alla bozza) e sarà una sorta di rimborso spese !per andare a teatro, a sentire un concerto, a vedere l’opera... Anche questo è cultura", ha affermato il Premier.
Riforma scuola: chiamata diretta
I presi chiameranno direttamente gli insegnanti, scegliendoli da un Albo nel quale verranno pubblicati i loro curricula. Il tutto avverrà in assoluta trasparenza e gli stessi dirigenti scolastici verranno valutati dall’organico funzionale. Grazie a questo provvedimento, non ci saranno mai più classi pollaio né supplenti", ha spiegato Renzi.
Riforma scuola: paritarie
E’ uno dei punti più controversi della riforma. Rimane in vigore dal detrazione fiscale per le famiglie che decideranno di mandare i figli nelle scuole paritarie. Insieme a queste, verranno predisposti altri strumenti fiscali tra i quali spiccano il 5 per mille destinato anche alle scuole e lo «school bonus». Quest’ultimo funzionerà così: coloro che invieranno delle donazioni per finanziare la costruzione di edifici scolastici, per la manutenzione e per la promozione di iniziative dedicate all’occupabilità degli studenti, riceveranno un credito d’imposta al 65% in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Riforma scuola: 100mila assunzioni
E arriviamo al punto più importante della riforma: il Piano assunzioni. Il disegno di legge di riforma prevede l’assunzione di 100mila precari. A spiegare come funzionerà è lo stesso Matteo Renzi:
«l’assunzione di 100mila precari, che viene alla fine di questo percorso. C’è l’intenzione di sanare una ferita di 20 anni di promesse verso il corpo docente. Tutti coloro che sono nelle gae (graduatorie a esaurimento) e i vincitori di concorso 2012 saranno assunti e dunque inseriti nell’organico funzionale, ma gli idonei che stanno dentro le graduatorie di istituto no: loro dovranno fare un concorso».
Riforma scuola: materie
Il ddl prevede il rafforzamento dell’insegnamento di «musica, arte, lingue ed educazione motoria». In particolare, verrà data priorità all’inglese e i docenti dovranno possedere un’assoluta professionalità. Inoltre:
l’educazione motoria non può essere il giocattolino in attesa di fare altre cose, non può essere l’ora di svago. E’ una straordinaria opportunità per formare il carattere e uno stile di vita. Ma anche un elemento di grande investimento sulla sanità e uno strepitoso strumento di valorizzazione delle specialità delle persone con le varie disabilità".
Verrà infine potenziata l’offerta formativa, introducendo i principi dell’educazione ambientale allo scopo di creare nuove generazioni di «nativi ambientali» che mettano in pratica forme di sviluppo sostenibile. Si introdurranno percorsi didattici differenziati per ogni livello scolastico: si potrà studiare la tutela delle acque, il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici.
Riforma scuola: edilizia
Sebbene non faccia parte del ddl, nel corso della conferenza stampa, Mateto Renzi ha ricordato che dall’UE sono «in arrivo 940 milioni di euro per l’edilizia scolastica».
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