Nella sorpresa generale, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha annunciato ieri di aver deciso di mantenere i tassi stabili al 4,25%. La decisione delude le attese dei mercati, che invece prevedevano che la banca centrale avrebbe tagliato i tassi d’interesse per la terza volta di fila.
Gli analisti avevano infatti pensato che, a causa del rischio di contagio europeo e dei suoi effetti negativi sulla domanda globale, la RBA non avrebbe avuto altra soluzione che tagliare i tassi d’interesse.
Secondo la RBA, nonostante gli accadimenti in Europa, i dati statunitensi mostravano che ci sarebbe stata un’espansione moderata di quegli effetti. Dalla banca centrale hanno anche sostenuto che alcuni indicatori economici cinesi erano piuttosto robusti nel terzo e quarto trimestre del 2011. Infine, l’istituto di credito era preoccupato per i prezzi dei beni: sebbene la banca abbia registrato un calo, i livelli sono comunque alti e si prevede un nuovo rialzo.
Com’è naturale, il dollaro australiano è immediatamente salito in alto appena il governatore della RBA Glenn Stevens ha reso nota la decisione. Il cambio AUD/USD è cresciuto di circa 100 pip, ripetendo il picco della settimana precedente e toccando 1.0800.
Ad ogni modo, non c’è stato un seguito della situazione nelle sessioni di Londra e New York, dal momento che il cambio AUD/USD si è mantenuto stabile per il resto del giorno. Questo è soprendente perchè si è anche potuto vedere che valute con rendimenti maggiori (come l’euro e la sterlina) hanno avuto difficoltà a causa delle voci che davano i rappresentanti greci a lavoro per definire una bozza di accordo con UE, BCE e FMI al fine di ottenere i nuovi aiuti.
Si potrebbe pensare che la combinazione di tassi d’interesse stabili e rischio di appetito in rialzo avrebbe potuto portare il dollaro australiano oltre 1.0800, sebbene non sia stato il caso di ieri.
Una ragione per cui alcuni trader avrebbero potuto essere riluttanti a mettere in long più pesanti le posizioni del dollaro australiano è che la banca australiana ha lasciato ancora aperta la possibilità di nuove misure di alleggerimento. La RBA sta evidentemente avendo un cauto approccio ottimistico per quanto riguarda la sua politica monetaria e per ora dà corso a polithce prudenti.
Alla fine, bisognerà vedere se l’evolversi della situazione darà ragione a Glenn Stevens e compagni, oppure no. Nel caso fossero nel giusto e si vedesse un crescita sostenuta e moderata in Cina e negli Stati Uniti, insieme al dissolversi delle preoccupazione sul debito in Europa, ci sarebbe allora ogni ragione per credere che il dollaro australiano continuerà a tenere duro, come ha fatto nelle ultime sei settimane.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics
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