Regno Unito: domani il rapporto di Osborne. Fiato sospeso su tassazione dei redditi e sussidi alle piccole imprese.

Raffaele Guerra

20/03/2012

Regno Unito: domani il rapporto di Osborne. Fiato sospeso su tassazione dei redditi e sussidi alle piccole imprese.

Il ministro del Tesoro britannico George Osborne prevede nel suo bilancio di domani di rivelare le misure volte ad aiutare le piccole imprese e le famiglie a basso reddito, ma la questione politicamente più delicata sarà probabilmente se scarti o meno la tassazione sul reddito al ​​50% per i redditi più alti.

In un braccio di ferro insolitamente pubblico, i Lib Dem hanno spinto per un’accelerazione sull’accordo di coalizione, al fine di alzare la soglia a cui la gente inizia il pagamento dell’imposta sul reddito a 10.000 sterline (vale a dire 15.893 dollari).
Nick Clegg, leader dei Lib Dem e vice primo ministro, ha suggerito che un tale progetto potrebbe essere finanziato aumentando le imposte sui redditi alti, come, ad esempio, tramite una «tassa tycoon», che richiederebbe ai britannici ricchi di pagare una percentuale minima del loro reddito totale a titolo di imposta.
Nel frattempo, il cancelliere ha preso in considerazione la possibilità di abbassare l’attuale alto tasso di imposta sul reddito - il 50% sui redditi oltre le 150.000 sterline -, che è oltremodo impopolare tra i sudditi più ricchi della corona inglese.
I media britannici riferiscono che il tasso potrebbe essere abbassato al 45% per fare appello agli imprenditori e ad altri cittadini benestanti.

Osborne, in una intervista televisiva di domenica scorsa, ha detto che la maggior parte delle misure di bilancio sarà finalizzata ad aiutare i lavoratori a basso e medio reddito, ma ha rifiutato di commentare l’aliquota fiscale massima.
Tuttavia, ha dichiarato nell’intervista a British Broadcasting Corp., il bilancio dovrebbe includere misure per sanzionare i ricchi che non pagano le tasse di proprietà e garantire che non sfruttino le scappatoie fiscali di portata generale.

Un’altra area di interesse principale per il signor Osborne è la piccola impresa. A tal fine, nel bilancio che verrà reso noto mercoledì, si prevede che il cancelliere introdurrà misure come le agevolazioni fiscali per i produttori di spettacoli televisivi di alto livello come «Downton Abbey» e garanzie di sgravi fiscali per l’industria petrolifera volti a rassicurare le piccole imprese indipendenti che acquistano campi nel Mare del Nord da parte delle imprese petrolifere.
Il governo ha annunciato piani per far fronte alla mancanza di credito disponibile per le piccole imprese e prevede di fornire maggiori dettagli sul programma di alleggerimento creditizio da venti miliardi di sterline vista giovedì prossimo.
Il consensus degli economisti è che l’indebitamento del Regno Unito per l’anno fiscale che si concluderà il 5 aprile sarà di circa 7 miliardi di sterline in meno rispetto ai centoventisette miliardi delle previsioni OBR nello scorso mese di novembre.

Mentre combatte per mantenere in campo il programma di riduzione del deficit del Regno Unito, il cancelliere Osborne deve compiere un atto di difficile equilibrio: stimolare la tanto necessaria crescita senza aumentare l’onere per le casse del Tesoro.
Egli deve anche trovare un compromesso tra l’obiettivo di governo del partner di coalizione liberal-democratico, che vuole un’agevolazione fiscale per le famiglie a basso reddito, e la volontà del suo stesso partito, quello conservatore, di un bilancio a favore delle imprese e un taglio potenziale verso l’alto livello di tassazione dei redditi.
Il cancelliere è evidentemente sotto la pressione delle lobby d’affari, dei gruppi e dei parlamentari - anche all’interno del proprio partito - che chiedono misure volte a promuovere la lenta crescita del paese. Ma il cancelliere Osborne, che ha fatto del pesante taglio al debito del Regno Unito una priorità assoluta, ha un limitato spazio di manovra.