Nel Regno Unito la disoccupazione è rimasta stabile al 7,2% a gennaio. Dalla minute della BoE è emersa una certa fiducia nella crescita dell’economia nei prossimi mesi
Stamattina è stato pubblicato il dato relativo al tasso di disoccupazione nel Regno Unito, che nei tre mesi chiusi a gennaio è rimasto stabile al 7,2% dopo l’aumento dal 7,1% avvenuto nel periodo precedente. Il risultato è in linea con le stime degli analisti finanziari. In ogni caso la disoccupazione britannica resta sempre molto vicina al 7%, il livello target per la Bank of England che può sancire l’avvio della stretta monetaria anche se il governatore Mark Carney ha di recente rivisto la forward guidance sui tassi. Poco più di un mese fa il banchiere canadese ha dichiarato che la discesa della disoccupazione al 7% non implicherà necessariamente un rialzo dei tassi, attualmente sul minimo storico dello 0,5%. Infatti, Carney ha sottolineato che saranno monitorate anche altre variabili macro.
Tuttavia, bisogna tener conto che se la disoccupazione scenderà al 7% (o anche meno) nei prossimi 2-3 mesi, aumenteranno le pressioni per un incremento del costo del denaro, considerando anche le spinte inflattive provenienti dal mattone. A marzo i prezzi delle case sono aumentati del 6,8% su base annua, dopo il 6,9% di febbraio. Nonostante il lieve rallentamento, ben visibile soprattutto su base mensile (+1,6% da +3,3%), la BoE difficilmente non terrà conto delle dinamiche del mattone, sebbene il monitoraggio dell’andamento dei prezzi delle case non rientri tra i compiti dell’istituto monetario londinese. Più tardi sarà interessante anche la presentazione del budget al Parlamento da parte del Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, che dovrebbe rivedere al rialzo le stime di crescita dell’economia di Sua Maestà.
Stamattina sono stati comunicati anche i verbali dell’ultima riunione della BoE dello scorso 5 e 6 marzo (minute). E’ emersa ancora una volta una netta compattezza nelle decisioni dei 9 membri del Monetary Policy Committee (MPC) dell’istituto monetario londinese circa le strategie di politica monetaria, ovvero il mantenimento dei tassi di interesse allo 0,5% e del piano di quantitative easing a 375 miliardi di sterline. Dalla minute si evince che c’è molta fiducia circa una maggiore crescita dell’economia britannica nei prossimi mesi, con riflessi positivi sulla sterlina che potrebbe continuare a salire nei confronti delle altre valute. Sul forex il tasso di cambio sterlina/dollaro è poco mosso in area 1,6620, ma ieri i prezzi sono scesi a 1,6545 sui minimi da oltre un mese.
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