Royal Bank of Scotland Group Plc, il più grande finanziatore della Gran Bretagna di proprietà del governo, ha registrato su base annuale una perdita più grande di quanto gli analisti stimavano, dopo aver sottoscritto la riduzione del debito greco e aver risarcito tutti i clienti a cui erano state impropriamente vendute delle assicurazioni.
La seconda più grande banca inglese ha dichiarato oggi che la perdita netta nel 2011 è stata di 2 miliardi di sterline (3,1 miliardi di dollari) rispetto agli 1,1 miliardi di sterline dell’anno precedente. I risultati superano le stime di unidici analisti interpellati da Bloomberg che prevedevano una perdita costante a 1,1 miliardi di sterline.
La società ha investito nel debito sovrano 1,1 miliardi di sterline, sottoscrivendo l’azzeramento dei titoli greci come parte di un accordo dell’Unione europea. Il capo esecutivo Stephen Hester ha ridotto il patrimonio della banca da più di 600 miliardi di sterline a 1,66 miliardi di sterline e ha tagliato oltre trentacinquemila posti di lavoro da quando ha preso il posto di Fred Goodwin nel 2007.
L’istituto di credito ha quindi ridotto il proprio obiettivo a medio termine per il return on equity al 12% dal precedente 15%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA