Recovery Fund, Gualtieri: ecco priorità e tempi del piano italiano

Recovery Fund al centro dell’audizione alla Camera del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. A quali progetti dare priorità?

Recovery Fund, Gualtieri: ecco priorità e tempi del piano italiano

Il Recovery Fund di nuovo al centro del dibattito oggi, martedì 15 settembre.

Poco dopo le 12:00 ha infatti preso il via l’audizione alla Camera del Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, riguardante l’individuazione delle priorità su cui utilizzare i soldi in arrivo dall’Europa.

Stando alle ultime indiscrezioni di stampa, infatti, l’Italia avrebbe presentato ben 557 progetti per un valore complessivo di 677 miliardi di euro, decisamente troppi rispetto ai 209 miliardi che Roma otterrà dal Recovery Fund. La scrematura, come già ribadito, sarà necessaria e per questi motivi l’audizione di Gualtieri ha attirato l’attenzione dell’intero Paese.

Recovery Fund: cosa ha detto Gualtieri alla Camera

Il capo del Tesoro ha iniziato la sua audizione dicendosi lieto di intervenire sul Recovery Fund, un “punto di svolta” non solo per il rilancio dell’economia ma per lo stesso processo di integrazione europea.

Il Next Generation EU, ha dichiarato Gualtieri, rappresenta un’occasione unica per l’Italia, per uscire dalla crisi senza precedenti causata dal coronavirus e per puntare sul futuro.

Il Ministro dell’Economia ha ricordato quanto fatto dall’Unione europea, celebrando i successi ottenuti fino a questo momento.

“Dopo anni di proposte tecniche e di dibattiti sugli eurobond si è quindi trovato un primo modo per ampliare la portata della politica economica comunitaria ed effettuare ampie emissioni di titoli europei i quali potranno giocare un ruolo di grande importanza”.

Si è affermato inoltre un nuovo principio di solidarietà. Ai fondi di coesione del bilancio comunitario Next Generation EU ha associato un meccanismo che sostiene in particolare i Paesi più svantaggiati a livello occupazionale già prima del COVID.

Gualtieri ha richiamato le difficoltà - soprattutto quelle emerse tra i frugali del Nord e gli stati del Sud - emerse in sede di negoziato, ricordando però la grande importanza del risultato finale: il Recovery Fund.

Un successo, ha aggiunto il ministro, che impone all’Italia di essere all’altezza di quanto ottenuto. Bisognerà utilizzare al meglio le risorse del programma, un programma che consiste in un supporto europeo per finanziare pacchetti di investimenti e riforme. Non per tagli alle imposte non sostenibili nel tempo, ha tuonato Gualtieri.

“Deve invece determinare quel pacchetto di maggiori investimenti pubblici: rilancio dell’istruzione, innovazione, ricerca, infrastrutture, sostengo investimenti privati, riforme, che da tempo sono necessari per modernizzare e rendere più competitivo ed equo il nostro Paese”.

Il governo ha già stilato alcune linee guida del suo piano sul Recovery Fund che verranno oggi inviate al Parlamento:

  • digitalizzazione e innovazione;
  • rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • infrastrutture per la mobilità;
  • istruzione e formazione;
  • equità, di genere e territoriale;
  • salute.

Ciascuno di questi punti è stato poi ulteriormente suddiviso in cluster o insieme di progetti:

  • investimenti pubblici e concessioni;
  • pubblica amministrazione;
  • ricerca e sviluppo;
  • riforma del fisco;
  • riforma della giustizia;
  • riforma del lavoro.

Criteri di ammissibilità e selezione dei progetti

Verranno valutati diversi fattori tra cui:

  • la piena coerenza con gli obiettivi strategici e macrosettoriali del PNRR;
  • la coerenza con le raccomandazioni specifiche per Paese;
  • l’impatto sulla crescita del PIL potenziale e sull’occupazione;
  • i costi e gli impatti economici, ambientali e sociali (quantificabili, motivati e ragionevoli);
  • la specificazione di legami e coerenza con riforme politiche e di supporto;
  • l’indicazione della tempistica e della modalità di attuazione con target intermedi e finali;
  • una chiara identificazione del soggetto attuatore;
  • se i nuovi progetti costituiscono integrazione di progetti precedenti dovranno credibilmente rafforzarli.

Il governo ha raccolto le proposte già presentate e quelle in arrivo dalle amministrazioni e ne ha intrapreso la sistematizzazione e organizzazione. Una fase delicata, l’ha definita Gualtieri.

I tempi

Il processo legislativo di Next Generation EU non si è ancora concluso e ci vorranno ancora settimane, se non qualche mese, per finalizzarlo.

L’Unione europea comunque ha già fissato dei vincoli di destinazione delle risorse. L’obiettivo del governo sarà presentare alla Commissione UE le linee principali del PNRR con le priorità citate e i cluster progettuali il 15 ottobre prossimo assieme al Documento Programmatico di Bilancio.

Altra tappa prima di quel momento sarà l’approvazione della NADEF. Già nella Nota si discuterà come il PNRR e i connessi investimenti si andranno ad inserire nella programmazione triennale di bilancio.

La presentazione integrale del PNRR (in cui le riforme, le priorità e i cluster saranno ben dettagliati) avverrà quando legalmente il programma sarà entrato in vigore, dopo la pubblicazione in GU. Il dialogo con la Commissione UE sarà comunque fondamentale, già quando l’Italia ad ottobre presenterà il piano sul Recovery Fund in via informale.

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