Il gruppo editoriale Rcs Mediagroup conferma che il piano prevede 800 esuberi (su circa 5000 dipendenti complessivi) in Italia e Spagna, la cessione o la chiusura di alcuni periodici e la valorizzazione di tutti gli asset non strategici. In una nota si legge,
RCS MediaGroup conferma, anche su richiesta di Consob, che ieri i vertici aziendali hanno incontrato il Comitato Aziendale Europeo, il Coordinamento RSU di Gruppo e le organizzazioni sindacali Nazionali e Territoriali per un primo tavolo di informazione e confronto in merito al Piano per lo Sviluppo 2013-2015 del Gruppo RCS, quanto agli obiettivi economici e di business e agli interventi di efficientamento previsti nel Piano stesso.
Secondo le ultime indiscrezioni, inoltre, Il piano prevede 180 milioni di investimenti nel digitale. Per quanto riguarda invece l’aumento di capitale non tutti gli azionisti del patto sarebbero a sostegno di un’operazione pari a 400 milioni di euro, mentre il resto del debito dovrebbe essere rifinanziato.
Testate a rischio
Il Corriere della Sera riporta che le testate che rischiano di essere cedute o chiuse sarebbero: A, Bravacasa, Yacht & Sail, Max, Europeo, Astra, Novella 2000, Visto, Ok Salute e il polo dell’enigmistica, il 20% del fatturato del gruppo.
Si tratta di nomi anche molto noti al grande pubblico, e complessivamente le dieci testate dovrebbero occupare attualmente, escludendo i direttori, circa 90 giornalisti, oltre ai grafici.
Dubbi su vicenda
Anche se il gruppo ha voluto specificare che, «Tali azioni sono necessarie per ripristinare la redditività e la solidità finanziaria del gruppo in un contesto di mercato estremamente deteriorato soprattutto sul fronte degli investimenti pubblicitari», i giornalisti hanno diffuso una nota che esprime il grande dubbio che ruota attorno alla vicenda. Si legge, infatti,
Il piano industriale sembra rispondere più a esigenze finanziarie, causate da investimenti fallimentari del passato, che a una reale prospettiva di rilancio e sviluppo delle attività editoriali. Un piano che, oltre alla soppressione delle dieci testate periodiche, prevede un taglio straordinariamente violento di 800 persone tra Italia e Spagna.
Infine, per quanto riguarda la parte finanziaria a supporto del piano, Rcs ha nuovamente dichiarato che sarà presentata in occasione del Cda sul bilancio 2012.
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