Il valore di una medaglia d’oro, d’argento o di bronzo alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e quanto guadagnano gli atleti che salgono sul podio
Si è alzato il sipario sulle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, con questi Giochi che arrivano due anni dopo quelli estivi di Parigi e che segnano, di fatto, il ritorno in Italia dopo le mitiche Olimpiadi di Torino 2006.
Dal 4 al 22 febbraio 2026, Milano, Cortina, la Val di Fiemme e le altre sedi alpine diventano il centro del mondo sportivo, accogliendo oltre 3.500 atleti provenienti da circa 90 Paesi e assegnando 116 titoli olimpici, sette in più rispetto a Pechino 2022.
Come sempre accade in occasione dei Giochi, l’attenzione del pubblico si concentra sulle imprese sportive, sulle medaglie e sulle storie personali degli atleti. Ma accanto alla gloria e al prestigio, c’è una domanda che ritorna puntuale a ogni Olimpiade: quanto vale davvero una medaglia olimpica? E soprattutto, al di là del suo valore simbolico, quanto vale in termini economici?
Nel caso di Milano-Cortina 2026, la risposta è particolarmente interessante. Le medaglie che verranno consegnate ai vincitori entreranno infatti nella storia come le più costose di sempre, almeno dal punto di vista del valore dei metalli preziosi che le compongono. Un primato legato non a scelte di design o a un maggiore utilizzo di oro, ma all’impennata dei prezzi di oro e argento registrata sui mercati internazionali negli ultimi due anni, subito dopo le Olimpiadi di Parigi 2024.
Ma il valore di una medaglia non si esaurisce nel peso del metallo. Per molti atleti, salire sul podio significa anche ottenere premi in denaro, bonus, contratti di sponsorizzazione e una visibilità che può cambiare radicalmente una carriera. E qui entrano in gioco le politiche dei singoli Paesi, perché il Comitato Olimpico Internazionale non riconosce alcun compenso diretto: sono i comitati nazionali a decidere quanto “vale” una medaglia anche dal punto di vista economico.
Vediamo allora, nel dettaglio, quanto valgono materialmente le medaglie di Milano-Cortina 2026 e quanto guadagnano gli atleti che riescono a salire sul podio, in Italia e nel resto del mondo.
Quanto valgono materialmente le medaglie d’oro, argento e bronzo?
Partiamo da un dato fondamentale: le medaglie olimpiche non sono in oro massiccio dal 1912, anno dei Giochi di Stoccolma. Da allora, il loro valore materiale è sempre stato inferiore a quello simbolico. Anche a Milano-Cortina 2026, la tradizione viene rispettata, ma con una differenza sostanziale rispetto al passato recente: il prezzo dei metalli preziosi è esploso.
Secondo i dati FactSet, rispetto alle Olimpiadi di Parigi 2024 i prezzi spot dell’oro sono aumentati di circa il 107%, mentre quelli dell’argento hanno registrato un incremento vicino al 200%. Un rialzo legato a fattori globali ben precisi: l’instabilità geopolitica, la corsa ai beni rifugio, l’aumento delle riserve auree da parte delle banche centrali e la forte domanda di argento da parte degli investitori retail.
Entrando nel dettaglio della composizione, le medaglie di Milano-Cortina 2026 saranno realizzate con metalli riciclati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, un elemento che rafforza il messaggio di sostenibilità dei Giochi.
- Medaglia d’oro: pesa 506 grammi (circa 16 once troy). Di questi, solo 6 grammi sono di oro puro, mentre il resto è argento. Alla luce delle quotazioni attuali, il valore del metallo contenuto in una medaglia d’oro si aggira intorno ai 2.100–2.300 euro, più del doppio rispetto a Parigi 2024.
- Medaglia d’argento: è realizzata interamente in argento e, sempre in base ai prezzi correnti, ha un valore materiale che sfiora i 1.300 euro, circa tre volte quello registrato due anni fa.
- Medaglia di bronzo: composta principalmente da rame (con una piccola percentuale di zinco), pesa circa 420 grammi. Il suo valore puramente materiale resta simbolico: circa 5-6 euro.
Per avere un termine di paragone, alle Olimpiadi di Tokyo e Parigi una medaglia d’oro valeva, in termini di metallo, intorno ai 400–500 euro. Il salto di Milano-Cortina è quindi netto e certifica un primato difficilmente contestabile.
Va però ribadito un concetto chiave: il valore materiale non è quasi mai il motivo per cui una medaglia olimpica è considerata “preziosa”. Quando finiscono sul mercato del collezionismo – evento piuttosto raro – possono raggiungere cifre molto più elevate. Una medaglia d’oro di Stoccolma 1912 è stata venduta all’asta per circa 22.000 euro, mentre una medaglia di bronzo dei Giochi di Anversa 1920, priva di valore intrinseco, ha superato i 700 euro semplicemente per il suo legame storico con l’evento.
La stragrande maggioranza degli atleti, però, non vende la propria medaglia, che resta un ricordo personale e sportivo di valore inestimabile.
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Chiarito il valore materiale, resta l’altra grande domanda: quanto guadagnano gli atleti che vincono una medaglia olimpica? Qui è necessaria una premessa fondamentale: il Comitato Olimpico Internazionale non paga premi in denaro. Nessun atleta riceve compensi direttamente dal CIO. Tutto dipende dalle politiche dei singoli Paesi.
Da questo punto di vista, l’Italia si conferma tra le nazioni più generose. Il CONI ha stabilito per Milano-Cortina 2026 premi identici a quelli previsti per Parigi 2024, con una novità importante annunciata dal ministro per lo Sport Andrea Abodi: i premi saranno esentasse.
- 180.000 euro per una medaglia d’oro
- 90.000 euro per una medaglia d’argento
- 60.000 euro per una medaglia di bronzo
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda gli sport di squadra: il premio non viene diviso, ma spetta per intero a ciascun atleta della squadra vincitrice.
Nel panorama internazionale, però, le differenze sono enormi. Alcuni esempi riportati da Sport e Finanza sono emblematici.
- Singapore: fino a 745.000 dollari USA per l’oro (anche se difficilmente assegnati, data la ridotta presenza olimpica).
- Hong Kong: circa 768.000 dollari per l’oro, 384.000 per l’argento e 192.000 per il bronzo.
- Stati Uniti: premi molto più contenuti – 38.000 dollari per l’oro, 23.000 per l’argento e 15.000 per il bronzo – ma con un’iniziativa privata che garantirà agli atleti 100.000 dollari a 45 anni più altri 100.000 destinati alla famiglia.
- Francia: circa 87.000 dollari per l’oro.
- Germania: poco più di 22.000 dollari.
- Norvegia, Svezia e Gran Bretagna: nessun premio economico legato alle medaglie.
Esistono poi sistemi alternativi di ricompensa: il Kazakistan assegna appartamenti ai medagliati, la Corea del Sud garantisce uno stipendio a vita agli ori olimpici, mentre in altri Paesi i premi includono automobili o beni materiali.
Alla fine, però, per la maggior parte degli atleti questi compensi servono soprattutto a rientrare degli investimenti personali fatti negli anni tra allenamenti, viaggi e attrezzature. Perché, nonostante cifre e record, il vero valore di una medaglia olimpica resta quello simbolico: rappresentare il proprio Paese sul palcoscenico sportivo più importante del mondo.
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