Quanto pesano tasse e contributi sulle imprese italiane

Francesca Caiazzo

23 Novembre 2017 - 15:16

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In Italia la pressione fiscale resta ancora alta sebbene per le imprese la situazione sia leggermente migliorata negli ultimi tre anni

Tasse e contributi sui profitti commerciali continuano a pesare, seppur in modo minore rispetto al passato, sulle imprese italiane. E in generale, l’Italia si conferma tra i Paesi Ocse con il maggior carico fiscale.

Se da una parte, negli ultimi tre anni, la pressione fiscale è scesa di 14 punti percentuali attestandosi al 48% dei profitti commerciali nel 2016, dall’altra l’Italia occupa un infelice sesto posto tra i 35 Paesi Ocse con un livello di carico fiscale del 42,9% sul Pil nel 2016, sebbene sceso di quattro decimi di punto rispetto al 2015.

La pressione fiscale pesa sulle imprese italiane

Quanto pesa il Fisco sulle imprese italiane lo rivela chiaramente il rapporto “Paying Taxes” elaborato da Banca mondiale e Pwc.

Secondo il report, il carico fiscale complessivo – che include anche i contributi - in Italia si attesta al 48% dei profitti commerciali e il Belpaese si ferma al 112esimo posto tra le 190 economie prese in considerazioni dalla ricerca.

La performance del nostro Paese è peggiore se confrontata con le media a livello mondiale ed europea che sono rispettivamente al 40,5% e al 36,9%.

L’unico aspetto positivo è che tra le 32 economie analizzate che hanno registrato un calo nel carico fiscale, c’è appunto l’Italia.

Tasse e contributi, inoltre, pesano anche sul tempo e sull’organizzazione delle imprese italiane, le quali spendono 238 ore per adempimenti fiscali alle quali vanno aggiunte le 42 ore che ogni impresa spende per la post-compliance.

“La pressione fiscale e il costo di compliance non esauriscono i temi della fiscalità: la stabilità delle norme, la certezza interpretativa, i tempi del contenzioso, influiscono direttamente sulla competitività dei singoli Paesi”

avverte Fabrizio Acerbis, partner di PwC TLS - studio che cura la sezione italiana del rapporto – aggiungendo che comunque i dati sull’Italia confermano un trend positivo, vista anche la diminuzione del carico fiscale negli ultimi tre anni di 14 punti percentuali.

L’italia sesta su 35 Paesi Ocse

Nella classifica stilata dall’Ocse dei Paesi con la più alta pressione fiscale, l’Italia non si scosta dal sesto posto sui 35 Paesi presi in considerazione.

Il peso del Fisco sul Pil nel 2016 si mantiene leggermente inferiore rispetto all’anno precedente fermandosi al 42,9%.

In generale, nei 35 Paesi Ocse la tassazione media è del 34,3%, in aumento rispetto al 34% del 2015 mentre l’Italia, pur mantenendo un carico fiscale oltre il 40%, ha registrato un calo rispetto ai 12 mesi precedenti.

Ad appesantire la struttura fiscale in Italia, secondo l’Ocse, contribuiscono l’alto livello delle tasse sul reddito (26%), i contributi sociali (30,1%), le tasse sulle proprietà immobiliari(6,5%,): tutte al di sopra della media Ocse.

Inferiore alla media degli altri 35 Paesi è invece il peso delle tasse sul reddito delle società, che in Italia si ferma al 4,7% contro l’8,9% della media Ocse.

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