Quante persone a tavola al pranzo di Natale (e cenone della Vigilia)?

Quante persone possono sedere allo stesso tavolo al pranzo di Natale e al cenone della Vigilia? Devono essere per forza parenti? Le regole allo studio del Governo.

Quante persone a tavola al pranzo di Natale (e cenone della Vigilia)?

Quante persone alla stessa tavola potranno festeggiare insieme il Natale, che sia il pranzo del 25 dicembre o il tradizionale cenone della Vigilia? È questa la domanda che in molti si pongono in questi giorni, nel tentativo di immaginare come sarà l’imminente Natale 2020.

Il leggero calo della curva dei contagi porta a pensare a questioni più frivole, come comprendere quali saranno le regole all’interno delle abitazioni private, a partire da quante persone possono radunarsi per festeggiare il Natale insieme e che tipo di grado di parentela dovranno avere.

Si parla di un massimo di 6-8 persone, ma al momento si tratta solo di ipotesi: nelle prossime ore sono attese le indicazioni ufficiali da parte del Governo Conte.

Quante persone a tavola a Natale?

Tra parenti di primo, secondo e terzo grado, famigliari acquisiti e amici stretti, la tradizione vuole che in occasione del cenone della Vigilia e del pranzo di Natale siano molte le persone attorno allo stesso tavolo.
In questo 2020, tuttavia, non possiamo aspettarci che il Natale possa corrispondere alla nostra idealizzazione. Ognuno di noi, in questo caso specifico, potrebbe essere chiamato a fare dei piccoli sacrifici in termini di organizzazione.

Le regole e le indicazioni sul Natale, come ormai noto, saranno contenute in un nuovo DPCM in uscita entro il 3 dicembre (data in cui scade la validità di quello attualmente in corso) ma sono molte le voci e le indiscrezioni che sono già trapelate da Palazzo Chigi.

Ad oggi si ipotizza al momento di fissare come indicazione un numero massimo di partecipanti al Natale nella stessa casa a 6-8 persone.

Secondo quanto già dichiarato dal Ministro della Salute Roberto Speranza in merito a quante persone potranno festeggiare insieme il Natale, «bisogna limitarlo agli affetti più stretti»

In occasione della riunione odierna il Governo sta studiando i dati relativi alla situazione Covid per concordare un’indicazione definita in merito.
Intanto, in Germania hanno già fissato a 10 il numero di persone che potrà radunarsi nella stessa casa per festeggiare il Natale.

Speranza ha poi specificato:

«Il messaggio è questo: è un momento per stare con le persone più care, ma si riducano tutte le occasioni in cui il contagio si può diffondere. I posti a tavola vanno limitati agli affetti più cari».

Pranzo e cenone di Natale solo con parenti stretti?

Nelle scorse settimane il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, è intervenuta nella trasmissione “Otto e mezzo” (in onda su La7) facendo chiarezza sul Natale che ci aspetta.

Nel dettaglio, questa si è detta particolarmente scettica sulla possibilità che per Natale ci possa essere un allentamento delle attuali restrizioni. Questo significa che anche se potrebbe essere permesso ad alcune attività di riaprire giusto per il periodo natalizio, non ci saranno deroghe per gli assembramenti.

Per questo motivo, gli inviti per pranzi e cene per il periodo natalizio dovranno essere ristretti. Nel dettaglio, la Zampa ha parlato di “parenti stretti”, quindi solo i parenti di primo grado; questo significa che potremo invitare solamente padre e madre, o anche i propri figli.

Già tra fratelli, infatti, c’è un secondo grado di parentela e questo sembrerebbe escluderli dalla possibilità di invitarli per le feste di Natale. Tuttavia, il nucleo familiare dovrebbe comunque potersi riunire per le feste: la Zampa, infatti, ha parlato di “famiglia con i parenti di primo grado”. Questo sembra allargare leggermente il cerchio, con la possibilità di invitare anche fratelli e sorelle (ma non oltre) qualora al pranzo o alla cena sia presente anche lo stipite (ossia il genitore).

Ad esempio: una famiglia con madre, padre e tre figli maggiorenni (non più conviventi), si potrà ritrovare sotto lo stesso tetto. Potranno essere invitati anche i nonni, in quanto parenti di primo grado dei genitori, ma non gli zii o i cugini.

Al momento, comunque, si tratta solamente di ipotesi in quanto le dichiarazioni della Zampa sono davvero troppo frammentarie per poter capire chi effettivamente potremo invitare al pranzo di Natale o al cenone della Vigilia. Anche perché immaginiamo verrà posto anche un limite al numero di persone che potranno ritrovarsi sotto lo stesso tetto per festeggiare.

Non sembra, almeno per il momento, esserci comunque la possibilità di invitare gli amici, né tantomeno parenti e affini oltre il primo grado di parentela. Molto comunque dipenderà da come sarà la situazione legata al COVID-19, dalla quale dipenderanno tutte le future decisioni del Governo.

Quel che è certo è che sarà un Natale diverso, dove dovremo dimenticarci “feste nelle piazze delle nostre città”, ma anche la “tombolata con tutti i parenti”. Restrizioni confermate anche dal viceministro Pierpaolo Sileri, secondo il quale anche a Natale dovranno essere “ridotti ed evitati i contatti interumani”.

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