Prestito a FCA sarà vincolato a investimenti in Italia, dicono Mef e Intesa

Le critiche sono state ascoltate: il prestito da 6,3 miliardi a FCA arriverà a condizione che i soldi vengano investiti in Italia

Prestito a FCA sarà vincolato a investimenti in Italia, dicono Mef e Intesa

Il prestito da 6,3 miliardi di euro garantiti dallo Stato italiano a Fiat-Chrysler, finanziato da Intesa Sanpaolo, è cruciale per salvaguardare l’economia italiana. A dirlo è lo stesso CEO della più grande banca italiana, Carlo Messina.

L’istituto di credito ha già dato l’ok, e anche lo Stato si è espresso positivamente. Tuttavia il prestito ha sollevato non poche polemiche per via del fatto che il Gruppo automobilistico ha spostato la propria sede in Olanda ed è in trattative per una fusione con la francese PSA.

Insomma, con FCA sempre meno italiana (anzi, per Romano Prodi non lo è già più) in molti hanno richiesto delle garanzie sugli investimenti: proprio di queste hanno parlato il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri e l’ad di Sace Pierfrancesco Latini.

Gualtieri, prestito a FCA per investimenti in Italia

Latini, in audizione alla Commissione industria al Senato, ha ricordato che il prestito a FCA Italy da 6,3 miliardi di euro con garanzia pubblica “è ancora in fase di approvazione”. Dall’esame, comunque, emerge “una piena conformità della struttura dell’operazione ai termini del decreto”.

Gualtieri, intervenuto invece alla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ha sostenuto che, considerato “il rilievo dell’operazione, l’autorizzazione sarà soggetta a particolari condizioni”. Queste sono, nello specifico, “la realizzazione degli investimenti in Italia, il pagamento dei fornitori, le rilevanti ricadute in occupazione ed innovazione”. E dove si scrive innovazione, si pronuncia auto elettrica.

FCA, Intesa: sosteniamo la filiera

Lo stesso capo di Intesa Sanpaolo Messina ha detto che saranno previsti vincoli di destinazione per il prestito. I vincoli risiedono nella stessa ragione del prestito: piuttosto che erogare piccoli crediti a tante aziende, si prestano i soldi al capo della filiera.

Anche Messina, dunque, intervenendo all’EY digital talk ha tranquillizzato chi temeva l’ennesima operazione sconsiderata: “Il prestito è finalizzato per pagare i dipendenti e per pagare i fornitori o per gli investimenti”.

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