Politici che dormono in Camera: cambiano le regole. Le foto per non dimenticare

Anna Maria D’Andrea

23 Settembre 2016 - 17:09

Nuovo codice per i giornalisti alla Camera. Con le regole approvate non sarà più possibile riprendere politici che dormono o giocano con il cellulare in Parlamento. Ecco alcune foto da non dimenticare

Politici che dormono in Camera: cambiano le regole. Le foto per non dimenticare

Vietate le riprese ai deputati fannulloni. Il nuovo codice dei giornalisti approvato alla Camera, che entrerà in vigore il prossimo 10 ottobre, ha stabilito regole ferree.
Niente più immagini di politici che dormono sui banchi della Camera, o che decidono di staccare la spina giocando con tablet e cellulari. Il nuovo codice di autodisciplina imposto ai giornalisti vieta di mostrare anche segni di assenso o disapprovazione.

Il nuovo codice dei giornalisti approvato dalla Camera che disciplina il comportamento di giornalisti e cameraman autorizzati alle riprese nell’aula ci costringe a salutare le immagini meno virtuose dei nostri rappresentanti politici.

Cade un velo sui parlamentari fannulloni. Da ottobre, i giornalisti dovranno riprendere solo le immagini necessarie a garantire il diritto di cronaca, almeno il suo minimo indispensabile. Niente più foto di litigi o di abbracci, niente più foto di politici che dormono: i parlamentari hanno deciso di mostrare agli occhi del popolo soltanto le scene più virtuose della politica italiana.

Che ne sarà però del diritto di cronaca?
Vediamo insieme cosa prevede il nuovo codice di autodisciplina dei giornalisti approvato dalla Camera e, per non dimenticare, una carrellata di foto della politica italiana - quelle alle quali ci eravamo ormai abituati.

Nuovo codice di disciplina per i giornalisti: regole ferree in Parlamento

Una pagina nera per l’informazione italiana? Sembrerebbe proprio così.
Il nuovo codice approvato dalla Camera che disciplina il comportamento dei giornalisti all’interno delle aule della politica italiana sembra essere destinato a diventare un nuovo limite alla libertà di informazione. Più rigore per i giornalisti, con l’obiettivo di trasmettere un’immagine autorevole della politica italiana.

I giornalisti che vorranno assistere alle sedute parlamentari dovranno firmare ed aderire al nuovo regolamento. Diventerebbe quindi una sorta di autoregolamento: chi non firma, però, non entra; alla faccia della democrazia.

Il codice di autodisciplina prevede che i giornalisti e i cameramen non potranno più riprendere parlamentari che dormono in aula o che utilizzano tablet e cellulari, così come non potranno soffermarsi con le riprese al termine delle discussioni.
Chiusa la seduta, si spengono quindi anche le telecamere dei giornalisti.

Infatti, il codice di autodisciplina introdotto nel regolamento vieta di riprendere le immagini dei parlamentari anche nell’atto di manifestare approvazioni o dissensi: niente più applausi, mimiche facciali o gesti del corpo che possano farne trapelare le opinioni.

Il rispetto dell’istituzione parlamentare, così come definito dal nuovo codice di autodisciplina, passa dalla censura di qualsiasi tipo di immagine e informazione che non rappresenti la pura discussione in aula.

Facciamo vedere solo quello che ci va, questa in sostanza l’affermazione sottesa al codice di autodisciplina emanato con la revisione del regolamento della Camera.

Codice di disciplina dei giornalisti: ecco alcune immagini che non vedremo più

Con l’entrata in vigore del codice di autodisciplina dei giornalisti, così come modificato dal nuovo regolamento della Camera, dovremo imparare a fare a meno di alcune immagini alle quali - purtroppo - ci eravamo abituati.

Niente più festeggiamenti a suo di spumante, niente più immagini di bagarre, di parlamentare che dormoni, che si abbracciano, o che si scambiano pizzini. I politici non giocheranno più con cellulari e tablet (almeno non li vedremo più farlo).

Ma all’interno dell’aula, cambierà qualcosa?

Ecco una carrellata di immagini di politici che dormono, giocano con il cellulare, e festeggiano, per non dimenticare chi siamo (o sono).

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