Pinguino muore a causa di una mascherina: la triste storia dell’inquinamento Covid

21 settembre 2020 - 11:13 |

In Brasile un pinguino è stato trovato morto e all’interno del suo stomaco è stata rinvenuta una mascherina. Una triste storia sull’inquinamento causato dal Covid-19.

Pinguino muore a causa di una mascherina: la triste storia dell'inquinamento Covid

Arriva dal Brasile la triste storia della morte di un pinguino causata dall’ingerimento di una mascherina. La pandemia sta incidendo in modo drammatico sull’inquinamento, portando il mondo a produrre molte più tonnellate di rifiuti, un disastro ambientale che porterà delle conseguenze gravissime.
I primi a fare le spese di questa grave situazione sono proprio gli animali del mare, che si imbattono sempre più di frequente in mascherine e guanti di plastica smaltiti in modo errato.

Dopo che a maggio un uccellino era stato rivenuto morto, soffocato da una mascherina, adesso un altro animale ha fatto i conti con l’inquinamento da Covid-19: un pinguino di Magellano. Trovato senza vita sulle spiagge della costa Nord di San Paolo è stata poi l’autopsia a confermare le ragioni della morte, avvenuta a causa dell’ingerimento di una mascherina N-95.

Pinguino muore per una mascherina: il Covid pesa sull’ambiente

La pandemia miete vittime non solo tra i malati in ospedale, ma anche tra gli animali, che sempre più nel loro habitat trovano rifiuti generati dal Covid-19. Le mascherine, usate in tutto il mondo, popolano sempre più mari e oceani, diventandone un inquilino. Così avviene che gli esami, effettuati dall’Istituto Argonauta per la conservazione costiera e marina, su un pinguino morto a San Paolo individuino la causa della morte dell’animale nel presidio ospedaliero per coprire le vie respiratorie.

La foto precedente è stata scattata e pubblicata dai profili social ufficiali dell’Instituto Argonauta e in poche ore ha iniziato a fare il giro del web, mostrando agli utenti la causa della morte dell’animale.
La mascherina è stata trovata nello stomaco insieme a molta sabbia, elemento che fa ipotizzare che l’animale potrebbe aver ingerito il presidio sulla terra ferma. L’animale inoltre era molto magro e mostrava segni di malnutrizione.

Il problema delle mascherine e del loro errato smaltimento diventa sempre più pressante, dal momento che mette in pericolo la fauna marina e non solo. Sull’argomento è intervenuto Hugo Gallo Neto presidente della ong Instituto Argonauta, el oceanógrafo, che ha messo in chiaro come la gestione dei rifiuti causati dalla pandemia sia sempre più problematica. Le persone infatti non si rendono conto, spiega Hugo Gallo Neto, che si tratta non solo di un problema ambientale, ma anche economico, dal momento che, lasciando i rifiuti sulla spiaggia il giorno seguente si dovranno effettuare delle pulizie.

Il presidente dell’Instituto Argonauta ha messo in luce come una situazione di questo tipo può essere gestita in un solo modo: facendo informazione. La popolazione deve essere sensibilizzata sull’argomento e deve comprendere che, lasciare i rifiuti abbandonati in spiaggia, comporta degli effetti devastanti sugli animali. Si deve intervenire, dice Hugo Gallo Neto, inasprendo anche le multe per chi abbandona i rifiuti, mostrando che vi sono delle pene severe per i trasgressori.

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