L’economia italiana va male, ma non la borsa. Piazza Affari chiude il 2013 con un progresso in doppia cifra. Intanto ripartono anche le Ipo
Nonostante l’economia italiana sia sempre in recessione e alle prese con gravi problemi legati alla disoccupazione record, al crollo dei consumi e dei redditi disponibili, la finanza va nella direzione diametralmente opposta sia per ciò che concerne le aziende quotate in borsa sia l’andamento dei titoli di stato. Nel primo caso l’ottimo trend evidenziato da Piazza Affari può essere riconducibile alle aspettative di ripresa economica nei prossimi mesi. Si sa, i mercati tendono spesso ad anticipare la prossima fase del ciclo economico, anche se a volte possono sbagliarsi di grosso. Tuttavia, la performance esaltante della borsa italiana può essere legata soprattutto al boom generale dei mercati azionari globali, complice i record storici toccati da Wall Street e da Francoforte.
Per i titoli di stato c’è stato il consolidamento dei buoni risultati già ottenuti lo scorso anno, grazie alla maggiore stabilità politica e ai forti flussi di denaro giunti nella periferia europea, nonostante il debito pubblico sia sempre su livelli record. Il rendimento dei Btp decennali resta sopra il 4% mentre il MOT, ovvero il mercato di Borsa Italiana dedicato ai bond e ai titoli di stato, ha registrato il record di controvalore scambiato a 328,6 miliardi di euro, con un miglioramento del 2,2% rispetto allo scorso anno. Ciò è dovuto in gran parte al boom delle aste dei Btp Italia, che lo scorso 5 novembre ha evidenziato una raccolta super di oltre 18,3 miliardi di euro in una sola seduta.
L’indice azionario principale FTSE MIB ha guadagnato il 16,56%. Ieri ha chiuso con un progresso dello 0,06% a 18.968 punti. La capitalizzazione complessiva delle società quotate alla borsa di Milano si attesta a 438,2 miliardi di euro, in aumento del 20% circa rispetto allo scorso anno. La borsa italiana vale così il 28,1% del pil (nel 2012 era al 22%). Le Ipo sono state 18, mai così tanto dal 2007. Sull’MTA si sono quotate, però, soltanto Moleskine e Moncler. Quest’ultima è stata la principale Ipo per controvalore dal 2000. L’azione più scambiata è stata invece Unicredit: 95,2 miliardi di euro. Il titolo migliore del listino FTSE MIB è stato Yoox, che ha chiuso a 32,6€ registrando una performance annua del 173,5% circa. Il titolo peggiore è stato Saipem, che ha perso il 47%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA