Come previsto la BCE ha mantenuto il saggio di riferimento in Eurolandia fermo all’1%. Ora gli investitori sono in attesa delle parole del governatore della Banca Centrale Europea nella consueta conferenza stampa post pubblicazione del dato sul tasso di interesse. I mercati oggi sono poco volatili e in linea generale non sono riusciti fino a questo momento della seduta a imprimere una direzione ben precisa. Di riflesso anche il mercato valutario si sta muovendo a corrente alternata: sono pochi gli spunti sulle majors, come euro/dollaro, dollaro/yen ed euro/yen. C’è poi, invece, una valuta che sta dimostrando una forza eccezionale e che vale la pena essere seguita nelle prossime settimane per cavalcare il più possibile un trend rialzista di lungo periodo. Parliamo del franco svizzero che continua a dimostrare di essere la divisa più acquistata sul Forex. I motivi non solo hanno radici strutturali (bene rifugio in periodi di turbolenza dei mercati) bensì anche tecniche. Basta osservare il grafico orario del cambio eur/chf: smaltito il rumore di fondo legato al dato positivo dell’Ism manifatturiero americano, i prezzi sono tornati a scendere rispettando perfettamente alcune interessanti configurazioni grafiche di inversione del trend. Dai minimi di fine agosto posti a 1,2850, i prezzi si sono spinti ieri fino a 1,3040 che rappresenta un livello tecnico critico corrispondente al 61,8% del ritracciamento di Fibonacci della gamba ribassista iniziata a 1,3144 e terminata a 1,2850. Senza dimenticare la presenza di un doppio massimo proprio a 1,3040 e la rottura al ribasso di una congestione con un bottom a 1,2992. Ora i prezzi possono proseguire la loro corsa verso i precedenti minimi storici. Del cambio usd/chf abbiamo già parlato ampiamente negli ultimi interventi: l’eventuale breakdown di 1,0065 dovrebbe portare i prezzi dritti verso 1 e quasi certamente verso 0,99 nel giro di non molto tempo.
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