Perché è ora di tornare ad investire nei mercati emergenti - BofA

Flavia Provenzani

19 Aprile 2016 - 13:27

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Bank of America Merrill Lynch torna rialzista sui mercati emergenti dopo 5 lunghi anni. Ecco perché ha cambiato idea.

Perché è ora di tornare ad investire nei mercati emergenti - BofA

È tempo di tornare ad investire sui mercati emergenti.

Bank of America Merrill Lynch dice addio alla view ribassista sui mercati emergenti dopo 5 lunghi anni e torna a consigliare l’investimento ai suoi clienti.

L’indice MSCI dei mercati emergenti segnala un rialzo del 6% finora nel 2016, ancora in ribasso di oltre il 30% negli ultimi 5 anni.

Tuttavia, la banca ha riferito che le valutazioni sull’economia in Asia (ad esclusione del Giappone) e nei mercati emergenti sembra attraente sia in termini di prezzo/utili che di prezzo/valore non solo di per sé ma anche se comparate con altre valutazioni a livello mondiale.

«L’effetto di ancoraggio di cinque anni di sottoperformance è un handicap molto forte. Riteniamo che la bilancia dei rischi sia esattamente l’opposto»,

si legge nella nota di domenica della banca.

«Gli investitori dovrebbero uscire dal bunker e fuori dal recinto e puntare su un impegno rialzista a lungo termine».

I mercati emergenti stanno ricevendo sostegno anche dai movimenti recenti del dollaro statunitense, che hanno reso le altre valute più competitive.

Il dollaro è aumentato del 33 per cento dai minimi di metà 2011 fino ad ogni; solo nell’ultimo tempo emergono dei segnali di una stabilizzazione.

«Delle valute più competitive rendono gli asset di questi paesi più attraenti e in generale aiutano i margini di profitto, rendendo le esportazioni più convenienti»,

scrivono gli analisti di Bank of America, aggiungendo che circa il 40 per cento delle valute dei mercati emergenti sono ad oggi in un’area molto competitiva contro il dollaro USA.

Un altro motivo per cui la BofA è tornata rialzista sul segmento dei mercati emergenti è che la spesa in conto capitale è in discesa, un altro indicatore di un aumento dei margini sugli utili.

"Normalmente indietreggiamo quando vediamo troppi investimenti.
Molti di questi sono spesso dei malinvestimenti",

scrive la BofA.

«Per ora, possiamo vedere l’ondata di investimenti in Asia ridimensionarsi (soprattutto in India, Corea, Taiwan e Cina, ma non nel sud-est asiatico). Allo stesso modo, in America Latina e negli EMEA [Europa orientale, Medio Oriente e Africa]».

Questo significa che i margini dovrebbero iniziare a salire in Asia e nei mercati emergenti, soprattutto se paragonati a quelli di Giappone e Stati Uniti.

La BofA si attende inoltre una certa spinta dalle riforme in materia di imprese statali in tutti i mercati emergenti, dove rappresentano circa il 50 per cento della capitalizzazione di mercato.

«Un rinnovato impegno pubblico contro la corruzione, il capitale più costoso e meno disponibile, il deterioramento dei bilancio porteranno ad punto di svolta nella riforma delle aziende nei mercati emergenti»,

scrive la banca, citando il Brasile come esempio.

In Brasile, miliardi di dollari sono stati tolti a Petrobras, compagnia petrolifera controllata dallo stato, lasciando l’azienda paralizzata con il crollo del prezzo del greggio.
Lo scandalo è stato un driver non solo per la rifocalizzazione dell’azienda ma anche per il probabile impeachment del presidente del paese Dilma Rousseff.

«Non ci aspettiamo alcun magico cambiamento (delle imprese statali, ndr) - le cose devono solo diventare meno peggio per il re-rating».

Anche altri analisti si attendono una ripresa della performance dei mercati emergenti.

«I mercati emergenti potrebbero andare meglio rispetto ai mercati sviluppati nei prossimi mesi sullo stimolo del governo cinese e le conseguenti valutazioni più basse»,

ha riferito la UBS Wealth Management nella nota di lunedì.

«In effetti, i tassi di interesse negativi nei mercati sviluppati e la debolezza del dollaro USA sembrano stare causando un ritorno di interesse per operazioni di carry trade.»

Il carry trade prevedere un prestito in una valuta a basso tasso di interesse per poi investire in asset ad alto rendimento, di solito in un’altra valuta.

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