Perché San Valentino è la festa degli innamorati: origini e significato

Matteo Novelli

13 Febbraio 2021 - 16:50

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Perché si festeggia San Valentino e perché è considerata la festa degli innamorati: ecco le origini e il significato della festa e del 14 febbraio.

Perché San Valentino è la festa degli innamorati: origini e significato

Perché il 14 febbraio si festeggia San Valentino e perché questo giorno, e santo, è tradizionalmente associato alla festa degli innamorati? Le origini di questa festa si muove tra storia, tradizione e un pizzico di marketing.

La festa di San Valentino è considerata come il giorno dedicato all’amore, ai fidanzati e agli innamorati: le sue origini si intrecciano, come quasi sempre accade nel caso di feste importanti oggi universalmente conosciute, alla tradizione pagana e in particolare a quella romana per poi essere riscritta dalla Chiesa Cattolica ed inserita nel calendario che oggi conosciamo.

San Valentino: origini e perché si festeggia

San Valentino, inteso come giorno per festeggiare la festa degli innamorati, risale all’epoca romana e più precisamente all’anno 496 d.C. Fu Papa Gelasio I infatti a decidere di estinguere la lupercalia, un antico rito pagano che doveva essere dedicato a Luperco, la divinità della fertilità.

Da quello che possibile ricostruire secondo le fonti storiche il rito prevedeva una serie di celebrazioni intorno a quello che oggi è il nostro 15 febbraio, con festeggiamenti senza freni e rivolti all’accoppiamento, decisamente lontani dai valori previsto dall’amore cristiano.

Nudità e riti semi violenti, con le donne più mature prese a frustate per strada da giovani uomini (così prevedeva il rito propiziatorio): per ripulirne l’immagine, il pontefice Gelasio I incorporò queste tradizioni pagane spostando la festa della lupercalia al 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Perché San Valentino è la festa degli innamorati

Il San Valentino associato al giorno era un vescovo romano nato a Interamna Nahars, dove oggi sorge Terni, nel 176 d.C. Martire, venne scelto dalla Chiesa come santo patrono degli innamorati grazie a una particolare leggenda: si narra infatti di come fu il primo vescovo a celebrare l’unione tra una giovane cristiana e un legionario romano pagano. San Valentino donò alla fanciulla, secondo le credenze, il denaro necessario per poter esser presa in moglie, associando la figura del santo a patrono degli innamorati.

San Valentino si fece difensore e sostenitore della libera scelta del compagno e dell’amore incondizionato al di là del credo religioso. La santità gli venne riconosciuta anche per il suo contributo alla cura degli epilettici.

La tradizione medievale associava invece metà febbraio all’inizio del risveglio della primavera, con l’apertura della stagione degli accoppiamenti, rimarcando il rimando all’amore.

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