Pensione di vecchiaia: non sempre l’importo dell’assegno è vincolante

Lorenzo Rubini

11 Febbraio 2021 - 17:17

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Per chi deve accedere alla pensione di vecchiaia non sempre è vincolante l’importo dell’assegno spettante per il diritto a 67 anni.

Pensione di vecchiaia: non sempre l'importo dell'assegno è vincolante

Per chi deve accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni è bene verificare quando è stato versato il primo contributo previdenziale: importante, infatti, questo particolare per determinare se è necessario rispettare anche il requisito dell’importo dell’assegno oppure no.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, il mese prossimo compirò 68 anni. Nel 2019 ho chiesto al CAF vicino a dove ho lavorato nell’ultimo periodo, di seguirmi per la pratica della pensione. Dato che avevo raggiunto i 20 anni di contribuzione (ho versato anche qualche anno di contributi volontari), mi dicevano che nel marzo 2020 al compimento dei 67 anni
avrei ricevuto la pensione che avevano anche quantificato. Mi assicuravano che non c’era alcun problema.
Mi e’ arrivata poi una lettera dall’INPS che mi diceva che dato l’importo basso della pensione sui 420 € avrei dovuto aspettare il raggiungimento dei 71 anni. Ma e’ giusto? Ho visto nell’articolo del 10/2 che anche voi dite che bisogna raggiungere almeno i 690€. Non si puo’ fare nulla? Pensavo di chiedere alla CGIL... grazie”.

Pensione di vecchiaia a 67 anni

L’importo dell’assegno previdenziale troppo basso influisce solo sul pensionamento di chi ricade interamente nel sistema contributivo puro. Per chi ha iniziato a versare i contributi a partire dal 1 gennaio 1996 (o per chi sceglie il computo nella Gestione Separata), infatti, oltre al requisito anagrafico e a quello contributivo è necessario il rispetto anche del requisito che riguarda l’importo della pensione spettante.

Il linea generale, quindi, chi ha maturato almeno 20 anni di contributi può accedere alla pensione al compimento dei 67 anni indipendentemente da quello che è l’importo mensile spettante. Importante, però, che ci sia almeno un contributo versato prima del 1996 a qualsiasi titolo (volontario, da riscatto, obbligatorio, ecc...).

Nel suo caso, probabilmente, i contributi da lavoro versati sono tutti successivi al 1996 e proprio per questo motivo avendo diritto ad una pensione di importo inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale INPS, il diritto alla pensione di vecchiaia le slitta al compimento dei 71 anni.

Come Cercare di risolvere questo problema? Essendo lei uomo, se ha svolto il servizio di leva obbligatorio può chiedere all’INPS il riscatto gratuito del servizio militare che le permetterebbe di collocare 12 mesi di contribuzione figurativa precedentemente al 1996:in questo modo non ricadrebbe più interamente nel sistema contributivo ma in quello misto che non richiede il rispetto del requisito dell’importo dell’assegno e le permetterebbe il pensionamento fin da subito.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

Money Stories