Pechino: la contrazione in import/export fa temere per la crescita

Raffaele Guerra

10/02/2012

Pechino: la contrazione in import/export fa temere per la crescita

Per la prima volta in due anni l’economia cinese registra dati in declino: secondo le utlime dichiarazioni rilasciate a Pechino il primo mese del 2012 ha fatto registrare un calo sia nelle esportazioni che nelle importazioni del gigante asiatico.

Le spedizioni oltre confine hanno infatti segnato una flessione dello 0,5%, mentre è stato più forte il calo sul fronte delle importazioni con un calo del 15,3% rispetto al gennaio 2010. In particolare, il settore manifatturiero ha fatto registrare un calo delle esportazioni per il quarto mese consecutivo. Il dato registrato supera di molto le aspettative medie degli economisti che davano un calo mensile nell’import al 3,6%. Il surplus commerciale si è allargato arrivando a toccare il punto più alto degli ultimi sei mesi, con una cifra complessiva di 27,3 miliardi di dollari.

Il Ministro cinese dell’Economia Chen Deming ha fatto sapere che il governo non è ottimista in merito ai dati che l’export ha registrato a gennaio. Allo stesso tempo, Yao Wei, economista di Hong Kong per la Societé Generale SA, ha sottolineato come la domanda interna sia stata di per sè debole, escludendo così eventuali influenze stagionali sui dati, accompagnandosi a un trend negativo delle esportazioni che non costituisce una novità.

Allo stesso tempo è stata registrata anche un considerevole incremento dell’inflazione per lo scorso mese, il che costituisce un elemento nuovo, dal momento che l’inflazione cinese era rimasta piuttosto stabile dallo scorso luglio. I prezzi dei generi alimentari sono infatti notevolmente aumentati prima dell’inizio delle vacanze, lo scorso 22 gennaio.

Ad ogni modo, la Cina si conferma sempre un consumatore da record per quanto riguarda il petrolio greggio: a gennaio le importazioni hanno registrato una quantità pari a 23,4 milioni di metri cubi per un valore complessivo di 18,62 miliardi di dollari.

Allo stesso tempo, sono calate però le importazioni dall’Australia del 14,6%, mentre si è registrato un incremento dell’import relativamente al Brasile, con un incremento dello 0,7%. In declino anche le importazioni dall’Europa, per la prima volta dall’ottobre 2009.

L’incertezza che domina il contesto europeo sembra che rischi di allargarsi anche all’economia cinese: il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere che, qualora la crisi europea del debito dovesse peggiorare, l’economia cinese potrebbe vedere dimezzata la sua prospettiva di crescita oggi data all’8,2%. Se uno scenario del genere diventasse la realtà per la solida economia cinese, questo giustificherebbe sicuramente un intervento governativo di stimolo fiscale.