Lo scorso 29 aprile l’on. Andrea Colletti del Movimento 5 Stelle è intervenuto in parlamento sul neoformato governo Letta, definendolo «una mano di vernice su una parete ammuffita» e un qualcosa di molto «democristiano» che ricorda i tempi della trattativa Stato-mafia.
Al di là del giudizio sulle affermazioni di Colletti che possono essere più o meno gravi e più o meno condivisibili (certo a molti cittadini italiani non sembreranno poi così campate in aria) colpiscono le reazioni dei due parlamentari di PD e PDL che richiedono esplicitamente una censura rispetto a certi tipi di affermazioni nell’aula parlamentare.
Chi ha ragione? Colletti del M5S o gli esponenti del nuovo blocco PD+PDL?
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