Il PD apre al M5S: “Pronti al dialogo su salario minimo e conflitto di interessi”

Intervistato da La Stampa, Graziano Delrio parla di un Partito Democratico pronto al dialogo con il Movimento 5 Stelle su temi come il conflitto d’interessi e il salario minimo.

Il PD apre al M5S: “Pronti al dialogo su salario minimo e conflitto di interessi”

Il Partito Democratico riaccende il forno con il Movimento 5 Stelle. Dopo il niet di Matteo Renzi a ogni forma di dialogo con i pentastellati nel post voto delle ultime politiche, il nuovo corso firmato Nicola Zingaretti sembrerebbe aver cambiato strategia.

Eloquenti a riguardo sono state le parole di Graziano Delrio su La Stampa. L’ex ministro infatti ha parlato di una possibile convergenza con i 5 Stelle sul tema del salario minimo e del conflitto d’interessi, aprendo a un dialogo che finora di fatto non c’è mai stato.

PD: prove di dialogo con i 5 Stelle

Da quando nel 2013 il Movimento 5 Stelle è sbarcato in Parlamento, finora con il rapporto con il Partito Democratico è stato sempre quello del muro contro muro. Quando poi un anno fa erano in corso le trattative per dar vita a un nuovo governo, il discorso tra i due partiti neanche prese il via.

Nonostante che Luigi Di Maio aveva parlato di “due forni di dialogo” con la Lega e il PD, anche se lo sguardo rivolto a sinistra era molto più titubante rispetto a quello volto a destra, Matteo Renzi che ancora dettava le regole in casa dem disse chiaramente che il suo partito sarebbe rimasto all’opposizione.

Adesso però il nuovo segretario è Nicola Zingaretti che, in Regione Lazio, con i pentastellati ha sempre avuto una posizione di maggiore apertura. Avvisaglie di questa nuova possibile strategia si possono già captare in un’intervista a Graziano Delrio comparsa su La Stampa.

Sul salario minimo siamo d’accordo - ha affermato l’ex ministro - lo abbiamo proposto per primi: certo andrebbe discusso come realizzarlo. Per noi va fatto in accordo con i sindacati. Sul taglio degli stipendi diciamo che serve loro per recuperare qualche punto nei sondaggi: se accettassero di discuterne seriamente si potrebbe trovare un’intesa. Conflitto d’interessi? Assolutamente sì, ma deve riguardare tutti, anche la trasparenza di piattaforme informatiche e la manipolazione dei dati”.

Sia nel programma elettorale dei 5 Stelle che in quello del PD si parla infatti di introduzione del salario minimo. Di recente i due partiti hanno lanciato altrettante misure sul tema, riuscendo a litigare anche questa volta nonostante che le proposte fatte siano abbastanza simili.

Un gioco di squadra sul provvedimento tra il Partito Democratico e i grillini però potrebbe mettere in subbuglio la maggioranza gialloverde. La Lega infatti potrebbe leggere questa sinergia come un chiaro atto di tradimento.

Con il governo carioca che ormai balla da tempo, fino alle elezioni europee il premier Conte rimarrà comunque al suo posto, un dialogo tra PD e M5S potrebbe aprire nuovi scenari anche se è improbabile un ribaltone.

La grande maggioranza dei parlamentari dem infatti è ancora fedele a Matteo Renzi: anche se Zingaretti fosse disponibile a riaprire il forno con i 5 Stelle, non avrebbe poi i numeri per formare una maggioranza visto che i renziani non accetterebbero mai questa cosa.

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