Osservatorio Btp, se il Btp Più vola, gli altri faticano. Ecco i titoli su cui investire ora

Lorenzo Raffo

24 Febbraio 2025 - 15:29

Ancora debolezza del decennale, sebbene il retail abbia acquistato la nuova emissione a piene mani. Ci sono però anche altre occasioni da cogliere e le analizziamo.

Osservatorio Btp, se il Btp Più vola, gli altri faticano. Ecco i titoli su cui investire ora

I mercati si aspettavano un effetto positivo dagli esiti delle elezioni tedesche anche per i nostri titoli di Stato. Nessuna reazione invece!

Al contrario dei Bund che, evidentemente coinvolti in maniera diretta, se ne sono avvantaggiati, scendendo per il relativo decennale sotto il 2,5% di rendimento.

Già venerdì pomeriggio si erano registrati sui governativi tedeschi acquisti ma i picchi sono arrivati oggi in apertura di seduta.

Notizie contradditorie

In realtà sul fronte Btp c’era da auspicare che gli ottimi risultati della raccolta dell’esordiente Btp Più spingessero anche le altre emissioni. Non è accaduto e ciò dimostra che c’è una certa divergenza fra la propensione all’acquisto di debito nazionale da parte delle famiglie e quella degli istituzionali. Un simile trend per ora non deve però preoccupare, poiché le rispettive dinamiche sono completamente diverse. Il mercato guarda ai segnali grafici, mentre i risparmiatori retail seguono solo la convenienza delle cedole. Sul primo fronte una timida spinta accelerativa è venuta dal nuovo superamento all’insù della media mobile a 200 periodi da parte del Btp future long term. La forza di gravità per questo indicatore (collocato ora a 119,3) si sta evidenziando da tempo. Ora solo una decisa rottura rialzista delle resistenze di 120,8, poi di 122,3 e infine di 123,6 confermerebbe un’effettiva svolta positiva.

Domani tocca a un Btp short

Di un certo rilievo sarà la reazione dei mercati all’offerta in asta domani della terza tranche del Btp short term febbraio 2027 (Isin IT0005633794), con cedola annua 2,55%: si tratterà in realtà di un importo modesto di 550 milioni di euro. Attualmente il titolo quota sui 100,3, con rendimento a scadenza del 2,4%. È una proposta idonea soprattutto ai gestori professionali e lo dimostrano gli scambi su Borsa Italiana ma merita attenzione anche da parte di chi abbia liquidità da collocare. Più lungo rispetto a un Bot, ha una duration (sensibilità ai tassi) inevitabilmente molto bassa di 1,9 e si colloca su un tratto di curva che dovrebbe dimostrarsi ormai piuttosto stabile in confronto ai movimenti dell’ultimo anno.

E tocca anche a un Btp€i

Sempre domani va in asta anche una tranche aggiuntiva di un altro Btp, indicizzato all’inflazione europea. Si tratta del Btp€i 1,8% Mg2036. Lo analizziamo perché ha caratteristiche interessanti.

Isin: IT0005588881

Struttura: corrisponde cedole semestrali il 15 maggio ed il 15 novembre di ogni anno pari allo 1,8% lordo del valore nominale indicizzato al valore dei prezzi al consumo Eurostat. Inoltre il rimborso del capitale a scadenza è rapportato pure all’andamento di quest’ultimo.

Quotazione (alle ore 14.00 del 24/2): 99 Eur

Punti forti: si tratta di un inflation linked correlato all’andamento del costo della vita in area Eurostat e quindi nell’insieme della zona euro. Che storicamente è maggiore di quella solo italiana. Inoltre è stato emesso nel 2023 e quindi è “giovane”, il che è un vantaggio. In ogni caso il Btp€i garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto: anche se si verificasse una riduzione dei prezzi (ipotesi al momento poco probabile) l’ammontare rimborsato a scadenza non sarebbe mai inferiore al valore nominale (100). Il prezzo di negoziazione, ovvero il prezzo a cui i Btp€i vengono acquistati e/o venduti sul mercato, è ottenuto moltiplicando quello di quotazione per il “coefficiente di indicizzazione” (ecco perché è meglio un Btp€i “giovane”) relativo alla data di regolamento della transazione. Ne consegue che il prezzo esposto su Borsa Italiana viene modificato in base a questo meccanismo e il relativo importo verrà corrisposto maggiorato al momento di un’eventuale vendita o del rimborso finale. Una scadenza al 2036 – ovvero di poco più lunga di un decennale – è quella solitamente consigliata inoltre in ottica di protezione di un portafoglio dal rischio inflattivo.

Resta sotto 100 il 2040

Per l’investitore retail più propenso a un maggiore rischio duration si evidenzia la fase di debolezza del recente inedito Btp 3,85% Ot2040 (Isin IT0005635583), che non è riuscito a tenere quota 100 dal debutto il 18 febbraio. Con un recente minimo a 98,22 Eur da questa data conferma la debolezza in corso dei titoli di Stato italiani ma si assesta su un 4% (ai 99 Eur dell’apertura di oggi) di rendimento lordo, rispetto a una duration di 11,4. In sintesi quindi c’è un buon compromesso fra yield e prospettive di rialzo della quotazione in presenza di ulteriori futuri tagli dei tassi da parte della Bce.

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