Un traguardo è stato raggiunto e superato ma non consente però ancora di cantare vittoria: è quello del 3,6% di rendimento del decennale italiano.
Che nelle ultime sedute ha anche sfidato il 3,5% per poi risalire e tornare oggi proprio sul livello del 3,6%.
Le quotazioni dei BTP stanno lentamente risalendo e un confronto poco valutato dagli analisti lo dimostra: è quello della correlazione (in realtà decorrelazione) con il Ftse Mib, che ha registrato variazioni sensibili. Numeri alla mano ecco cosa è successo.
| Periodo | Performance Ftse Mib | Performance Btp 3,35% 2035 |
|---|---|---|
| Su 5 anni | +113% | -14,3% |
| Su 3 anni | +57,8% | -7,8% |
| Su 1 anno | +8,3% | +4,4% |
| Ultimi tre mesi | +1,3% | +0,95% |
La debolezza dell’obbligazionario in termini di quotazioni sta per terminare? È presto per dirlo ma certamente le difficoltà dell’azionario hanno azzerato la forte decorrelazione evidenziatasi fra i due settori di investimento negli ultimi cinque anni.
Intanto il panorama tecnico del decennale italiano evidenzia questa situazione.
| Yield del 10 anni (apertura seduta 28/4) | 3,58% |
| Forchetta yield su un anno | Minimo 3,16% - Massimo 4,18% |
| Attuale posizionamento | Distanza dal massimo 14,4% |
| Resistenze (in presenza di ribasso delle quotazioni) | 3,73% e 3,85% |
| Supporti (in presenza di rialzo delle quotazioni) | 3,50% e 3,26% |
| Future Btp long (apertura seduta 28/4) | 120,25 |
| Resistenza del future | 121 |
| Supporto del future | 118,6 |
Un’evoluzione interessante per il future riguarda la rottura al rialzo della media mobile a 200 periodi: di fatto è da mercoledì che il superamento ha avuto luogo, sebbene ancora senza forti segnali di un’inversione in tale senso: è pur vero che dai minimi di metà marzo si sta delineando una lenta fase rialzista, confermata da:
- la stessa media mobile a 200 periodi si sta timidamente inclinando all’insù;
- netto scatto positivo della media mobile a 20 periodi, che nei prossimi giorni potrebbe incrociare la 200 dando così un segnale di buy;
- il Super Trend (indicatore utilizzato per individuare i trend e per generare segnali operativi) è già impostato pure per il buy.
Tradotto in sintesi tutto questo conferma che – salvo scivolate improvvise – le indicazioni dei mercati sono tornate positive dopo la caduta di inizio marzo.
Il confronto fra i 2050 e dintorni
Sempre d’attualità la valutazione dei tre titoli più scambiati su Borsa Italiana, ovvero i 2050 e dintorni.
- Btp 4,3% Ot2054 (Isin IT0005611741): apertura di seduta a 99,15 Eur – dai minimi del 14 marzo a 93,7 Eur il rialzo è stato rilevante ma occorre considerare l’anomalia di un periodo esageratamente ribassista, che ha rappresentato un’eccezionale occasione di acquisto colta solo da una parte del mercato. Il rendimento sul 4,4% è attualmente il maggiore motivo di richiamo per il titolo.
- Btp 4,5% Ot2053 (Isin IT0005534141): apertura di seduta a 102,8 Eur – prosegue il confronto con il 2054 in un testa a testa che dura ormai da tempo. Rispetto ai minimi a 97,4 Eur del 14 marzo il rialzo è stato più nervoso rispetto al Btp precedente e solo il superamento del livello dei 105 darebbe un segnale di forza.
- Btp 1,7% 2051 (Isin IT0005425233): apertura di seduta a 61,5 Eur, quindi nettamente sotto il 2054 e il 2053. Il minimo a 57,3 Eur del 14 marzo conferma come questo titolo – caratterizzato da una duration maggiore – sia penalizzato nella fase in corso dalla più elevata difficoltà a risalire nelle quotazioni di alcuni extralunghi, così come avviene per il 2067 e il 2072.
Nuovo decennale e si cambia benchmark
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato l’emissione di un nuovo Btp decennale, con codice Isin ancora da attribuire. Debutterà il 2 maggio 2025, assieme alla quinta emissione del Btp a 5 anni e alla nona dell’Cct€u a 7 anni. Queste le caratteristiche:
- scadenza il 1° ottobre 2035;
- cedola annuale 3,6%;
- prima cedola il 1° ottobre 2025.
La prima cedola appunto sarà liquidata con la prassi cosiddetta corta, con un tasso lordo pari al 1,495082%, corrispondente a un periodo di 152 giorni su un semestre di 183. Le cedole successive saranno semestrali e liquidate il 1° aprile e il 1°ottobre di ogni anno.
Il titolo assumerà il ruolo di benchmark per la scadenza decennale e l’esito della raccolta sarà certamente importante per fotografare l’attenzione degli istituzionali al debito italiano dopo la promozione a BBB+ da parte di S&P.
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