Sono settimane di difficile inquadramento sul mercato dei cambi e delle commodities: i dati macroeconomici sono contrastati tra segnali di lieve crescita e timori di una nuova recessione.
Negli ultimi giorni si sono aggiunti i subbugli in Medio Oriente e sopratutto in Egitto che stanno spingendo al rialzo le quotazioni del petrolio, precedentemente stimato in trend ribassista.
Contemporaneamente stiamo assistendo ad una nuova fase di debolezza del dollaro che, dopo aver resistito strenuamente per una settimana contro l’euro in area 1,37 sembra avviato a cedere alla forza della divisa europea.
In questo contesto l’oro si trova di nuovo nell’area di prezzo abituale delle ultime settimane: area 1335$/Oz.
Tempo fa avevamo previsto un ritracciamento fino ad area 1300$/Oz per il metallo giallo, non è da escludersi la possibilità che il ritracciamento «flash» avvenuto il 27 gennaio in area 1309 possa essere il bottom massimo per ora, soprattutto se la debolezza del dollaro dovesse diventare cronica.
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