ORO – Mentre ancora si parlava della creazione di una bolla dell’oro e le voci si intesificavano, il metallo giallo ha ricevuto, proprio ieri, un’altra spinta, quando la Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato misure per diminuire il valore del franco svizzero.
La mossa della BNS è generalmente considerata come positiva per l’oro, perché il metallo guadagnerà nuova popolarità come scelta per un investimento sicuro.
Negli ultimi 14 mesi - e, in effetti, dal momento che Lehman Brothers fallì nel settembre 2008 - la valuta ha registrato un aumento parabolico mentre l’instabilità finanziaria affliggeva molti dei vicini così come gli Stati Uniti.
Ma la Banca centrale svizzera, di fronte alle preoccupazioni che la sempre più forte valuta avrebbe messo in pericolo l’esportazione del paese e la sua economia, ha annunciato una misura aggressiva per deprezzare il valore del franco, fissando un tasso minimo di cambio nei confronti dell’euro.
Di conseguenza, la moneta ha perso oltre l’8 per cento nel trade di Martedì. Per l’oro, che ha avuto una leggera flessione stretto in mezzo ad un selloff globale, si prevedono giorni scintillanti, di successo e rialzi. Con il Giappone che interverrà massicciamente nel mercato (valutario) e la Svizzera, con la sua (efficace?) mossa di contenimento del franco svizzero, rimane veramente solo l’oro come ultimo rifugio sicuro disponibile sul mercato. David Rosenberg, economista senior e strategist a Gluskin Sheff a Toronto, ha scritto nella sua nota giornaliera: «Mentre il dollaro USA ha liquidità, porta con sé, purtroppo, il peso di un debito che l’oro non ha».
A dire il vero, il dollaro è stato tra i pochi vincitori immediatamente dopo l’annuncio della BNS, guadagnando più dell’ 1 per cento. Le cosiddette valute commodity – dal Canada, Nuova Zelanda all’ Australia - sono andate per lo più bene.
Ma l’oro possiede il vantaggio aggiunto del movimento indipendente, particolarmente importante quando la maggior parte degli altri assets si sta muovendo nella stessa direzione, una tendenza conosciuta come “correlazione”.
Malgrado i dubbi su ciò che le azioni delle banche centrali potrebbero avere sull’ oro, l’evidenza è che, a seguito della mossa della BNS, il metallo giallo è sopravvissuto e probabilmente assisteremo alla sua scalata da record. Forse il problema principale è, quanto in basso possano scendere le diverse valute mondiali, nello sforzo da parte delle autorità monetarie del mondo di riportare la stabilità finanziaria e rilanciare la crescita.
Infatti, si profila la minaccia di una svalutazione competitiva globale, in cui le banche centrali continueranno a deprezzare le valute, nel tentativo di recuperare competitività sui mercati mondiali, rendendo così ancora più prezioso l’ oro come copertura contro l’inflazione. Le preoccupazioni sulla recessione globale e le crisi del debito nei paesi periferici d’Europa incrementano l’attrattività dell’oro. Misure fiscali e misure di austerità non sono popolari, il che significa che in realtà l’unico posto in cui si può metter mano sono le misure monetarie. Quanto e in che misura la svalutazione valutaria si rifletterà sul prezzo dell’oro?
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