Olanda: l’Italia dovrà farcela da sola. Il Recovery Fund? Vogliamo solo prestiti, no contributi

Le ultime interessanti dichiarazioni del premier olandese Mark Rutte sul Recovery Fund e sull’Italia

Olanda: l'Italia dovrà farcela da sola. Il Recovery Fund? Vogliamo solo prestiti, no contributi

Per il premier olandese Mark Rutte il Recovery Fund non dovrà comprendere aiuti a fondo perduto ma dovrà basarsi solo ed esclusivamente su prestiti da restituire.

L’Italia? La prossima volta dovrà essere in grado di farcela da sola camminando sulle sue gambe.

L’intervista rilasciata da Rutte a Il Corriere ha chiarito al meglio la posizione dell’Olanda sul Recovery Fund e sul tema della solidarietà europea, a pochi giorni dall’atteso Consiglio UE nel quale non mancheranno gli scontri fra divergenti opinioni.

Rutte sull’Italia: come la pensa davvero l’Olanda

Nell’intervista citata, rilasciata parzialmente prima della pubblicazione cartacea definitiva di domani sul magazine “7”, Rutte ha tenuto a precisare come i rapporti fra l’Italia e Olanda siano eccellenti, al contrario “di quanto si possa pensare se ci si basa sui media”.

L’olandese ha ammesso che l’impatto del coronavirus sullo Stivale è stato enorme e si è detto pronto ad aiutare Paesi quali l’Italia e la Spagna. Agire in questa direzione, ha continuato, sarà necessario sia per spirito solidale che per interesse dell’intera Europa.

“L’Olanda capisce e appoggia l’appello alla solidarietà”, ma anche Amsterdam è stata colpita dal coronavirus. Gli Stati più bisognosi di aiuto dovrebbero rafforzarsi e anche:

“far sì che in futuro siano capaci di affrontare da soli crisi del genere in modo resiliente,”

ha dichiarato Rutte esprimendo apprezzamento nei confronti delle misure approvate da Conte, con cui ha ammesso di avere un rapporto forte e amichevole.

Recovery Fund: Amsterdam vuole solo prestiti

Come era ovvio che fosse, nel corso dell’intervista non sono mancati i riferimenti diretti al Recovery Fund. Secondo il premier olandese le discussioni non saranno facili ma il raggiungimento del compromesso non sarà una missione impossibile.

“Penso che la proposta della Commissione contenga margini per proseguire la discussione,”

ha dichiarato, pur ricordando la ferma opposizione dell’Olanda nei confronti delle sovvenzioni.

Assieme agli altri frugali del Nord, Amsterdam ha spinto sin da subito per un fondo basato su semplici prestiti da restituire e si è invece scagliata contro i contributi a fondo perduto e la mutualizzazione del debito.

“Un sistema di prestiti è molto più logico. Anche quelli sono aiuti. E dalle analisi della Commissione, sappiamo che la sostenibilità del debito di Italia e Spagna non sarà diminuita da nuovi prestiti. Per questo la nostra posizione è che l’aiuto dev’essere fatto di prestiti, non di contributi. Ma insistiamo anche perché ci si concentri sull’aumento della competitività e della resilienza dei Paesi che li ricevono,”

ha tuonato Rutte.

Sul Recovery Fund, dunque, la posizione dell’Olanda è sembrata ferma (“Noi vogliamo che siano solo prestiti”). Questa per Amsterdam potrebbe essere una buona occasione anche per le economie più deboli (come l’Italia) per rafforzarsi e imparare ad affrontare le prossime sfide con le proprie forze.

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1 commento

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Carlo • 2 mesi fa

Finalmente un commento sensato. Forse i politici olandesi non buttano via i soldi in monopattini, biciclette e vacanze pagate. E si ricordano che di soldi noi Italiani ne abbiamo già buttati via un sacco per niente (Reddito di cittadinanza e Rimani al Sud, per esempio). E non parliamo del debito pubblico.

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