L’Ocse comunica i dati sulla disoccupazione in Europa e rivela la situazione critica italiana: nel nostro Paese, infatti, il tasso di disoccupazione è destinato a crescere ulteriormente.
48 milioni senza lavoro in Europa
In Europa la situazione è allarmante. Per colpa della crisi economica, i dati dell’Ocse comunicano una situazione piuttosto difficile. Sono 48 milioni i disoccupati in Europa nel mese di maggio. I dati rivelano un surplus di 15 milioni di unità rispetto alla fine del 2007, anno in cui la crisi è iniziata. Le stime dell’Ocse prevedono un ulteriore incremento all’8% entro la fine dell’anno e una riduzione dello 0,1% nel 2013.
I dati prevedono un peggioramento progressivo nell’Eurozona, dove la disoccupazione «nei prossimi mesi dovrebbe aumentare ulteriormente prima di stabilizzarsi nel 2013». Il tasso di disoccupazione registrerebbe una crescita al 10,8% entro la fine del 2012 e all’11,1% nel 2013.
In cima all’Eurozona è la Spagna, con un tasso di disoccupazione che toccherà quest’anno il 24,5% e il prossimo anno il 25,3%. Al secondo posto anche la Grecia al 21,2% nel 2012 e al 21,6% l’anno dopo. La Germania, invece, registra un tasso del 5,4% per quest’anno, mentre nel 2013, il livello scenderà al 5,2%.
L’Ocse, tuttavia, premia anche quei Paesi in cui sono state attuate delle riforme del lavoro, incrementate da altre misure che aumento crescita e occupazione. «Diversi Paesi, come Grecia, Spagna, Italia e Portogallo», comunica l’Ocse «hanno annunciato o attuato riforme del mercato del lavoro al fine di contrastare la dualità tipica del settore, riducendo il gap tra la protezione di chi ha un lavoro e dei lavoratori a tempo determinato». Ma tali riforme «potranno essere ampliate da altre riforme strutturali che aumentino la competizione nei settori dove esistono grandi potenzialità di creare posti di lavoro come il commercio al dettaglio e i servizi professionali».
In Italia la disoccupazione è destinata a crescere ancora
La crisi «ha colpito duramente l’economia italiana, il cui Pil è diminuito fortemente all’apice della crisi nel 2009», comunica l’Ocse passando a un focus sulla situazione italiana. «Dopo una breve ripresa, le previsioni Ocse di maggio 2012 prevedono che il Pil italiano scenda ulteriormente nel 2012 e che rimanga pressoché invariato nel 2013». «Dopo un temporaneo miglioramento all’inizio del 2011», precisa nel rapporto «il tasso di disoccupazione ha ripreso a crescere negli ultimi tre trimestri fino a superare il 10% in maggio e si stima che continuerà a crescere nel 2013».
«Il tasso di disoccupazione di lunga durata», prosegue l’Organizzazione «un indicatore della gravità delle condizioni del mercato del lavoro, è aumentato fortemente tra i giovani, i lavori meno qualificati e gli uomini tra i 25 e 54 anni, mentre per le donne e i lavoratori più qualificati è rimasto stabile».
L’Ocse non manca inoltre di premiare il pacchetto di riforme «epocale» varato da Monti e dal suo governo: «La recente riforma del mercato del lavoro, molto probabilmente, ridurrà i costi sociali e occupazionali delle prossime recessioni». «Una minor incidenza del lavoro a termine e di altre forme contrattuali atipiche e precarie», prosegue l’Ocse «dovrebbe favorire la capacità del mercato del lavoro italiano di affrontare future crisi, riducendone anche i costi sociali». «La riforma», conclude l’Organizzazione «estende la copertura dell’indennità di disoccupazione a una platea più ampia di lavoratori, aumentandone moderatamente la somma e riducendo i costi sociali legati a un aumento della disoccupazione».
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