OAT, ecco il titolo di stato da comprare dopo il declassamento di Moody’s

Lorenzo Raffo

16 Dicembre 2024 - 16:45

C’è un titolo che paga il 4% di cedola e quota sui 108 Eur ma che quattro anni fa si trattava a 220 Eur. L’effetto downgrade dell’emittente non l’ha colpito.

 OAT, ecco il titolo di stato da comprare dopo il declassamento di Moody’s

Rating giù per la Francia: lo si sapeva da tempo e quindi non ha sorpreso i mercati. Moody’s l’ha abbassato da AA2 a AA3, che – tradotto in termini di classificazione di S&P – significa una discesa da AA ad AA-.

Resta quindi ancora nella parte alta della graduatoria delle categorie di valutazione, definita come dalla “qualità più che buona”. D’altra parte una bocciatura più pesante avrebbe avuto effetti deleteri per l’intera Europa e lo dimostra il compromesso di un “outlook” che da negativo diventa stabile.

Decennale di poco sopra il 3%

La reazione dei mercati è stata tutto sommato contenuta e lo dimostra il fatto che se il dieci anni è sì tornato sopra il 3% di rendimento non ha tuttavia toccato i massimi di inizio novembre al 3,2%. Resta pertanto all’interno di una fascia di lateralità che prosegue da mesi. Cosa vuol dire tutto questo? Che i rating sono sì un riferimento ma lo sono meno rispetto a un passato neppur tanto lontano. Osservando invece la curva francese si notano due aspetti significativi:

- la parte corta (fino ai due anni) si sta riassestando, con una netta discesa rispetto a dodici mesi fa. Allora il biennale si collocava al 2,66% contro l’attuale 2,21%
- il rendimento più alto si trova sul trentennale, che invece è risalito al 3,58% contro il 3,10% di un anno fa.

La curva quindi si riordina nella direzione classica che parte dal basso e sale verso l’alto con il crescere delle scadenze, salvo ancora due anomalie: come si è detto nella parte corta fino a due anni e poi nella parte extralunga, ovvero oltre i 30 anni.

Trent’anni super remunerativo

Gli investitori seguono da tempo con interesse l’Oat 0,5% 2072 (Isin FR0014001NN8), per due motivi:

- è il titolo di Stato europeo che quota più basso in assoluto: attualmente viene scambiato sui 35-36 Eur contro un minimo nell’anno a 34,2 Eur;
- la sua duration (ovvero sensibilità ai tassi di interesse) si colloca sui 36 ed è quindi una delle maggiori, sebbene questa caratteristica non l’abbia ancora favorito in un rialzo delle quotazioni, a causa delle varie vicende politiche francesi e delle indecisioni della Bce per un strutturale taglio dei tassi.

La curva dei rendimenti – come detto – mette in evidenza però il trentennale e su questo fronte c’è in effetti un titolo che merita particolare attenzione:

Denominazione: Oat 4% Ap2055
Isin: FR0010171975
Taglio: 1.000 Eur
Prezzo in corso: sui 108 Eur
Rendimento in corso: 3,5%
Duration: 17,5

Certamente la quotazione sopra 100 può costituire un motivo di esitazione nello sceglierlo ma occorre tenere conto di due numeri che rappresentano invece una ragione di promozione: il massimo dell’anno si è assestato sui 118 Eur e il massimo storico – registrato nel 2020 – superò i 220 Eur. Lo ribadiamo: 220 Eur, ovvero il doppio rispetto al prezzo in corso!

Ci sono possibilità che ripeta un tale exploit? Al momento appaiono marginali anche in un’ottica di lungo periodo ma cosa potrebbe succedere nei prossimi anni è impossibile da ipotizzare. Un titolo quindi che versi una cedola del 4% annua abbinandola a eventualità di forti rimbalzi merita senz’altro l’interesse di chi investe puntando su una diversificazione degli emittenti.

Una realtà innegabilmente particolare quella degli Oat, vittime nella fase in corso di un contesto a loro sfavorevole ma che sono comunque dei governativi riferiti alla seconda potenza economica europea e alla quinta al mondo.