L’oro ha toccato nuovi record nella giornata di oggi ad 1.428,15 dollari l’oncia. L’argento, dopo una settimana di rally, ha superato i livelli massimi da 30 anni. Il petrolio, nonostante una domanda globale ancora a livelli relativamente bassi naviga attorno ai 90 dollari al barile: cosa dobbiamo aspettarci se e quando l’economia si riprenderà?
Le gente comune si è man mano disabituata all’inflazione: dopo la fiammata equilibratrice dovuta all’introduzione della moneta unica i prezzi sono rimasti più o meno stabili, con la crisi poi si è anche vociferato di deflazione...
La verità è che tutti i salvataggi ed i «quantitative easing» operati in USA ma anche in Europa, uniti ad una gara svalutativa delle varie divise mondiali al fine di dare competitività alle diverse economie stanno portando le valute in blocco a perdere consistentemente valore.
E così mentre ci troviamo ad osservare i movimenti comunque piuttosto contenuti tra euro e dollaro non ci accorgiamo che euro e dollaro, insieme, si stanno svalutando rispetto alla stragrande maggioranza delle commodities, molte delle quali indispensabili per l’industria e, di conseguenza, per la produzione di beni di consumo.
Le conseguenze finali di tutto ciò sono più che banali: tra breve l’aumento delle materie prime si trasferirà sui prodotti finiti, e sarà (iper?)inflazione.
D.S.
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