Noleggio auto e detraibilità Iva: cosa succede il 1° aprile

Gaetano Cesarano

15 Marzo 2022 - 12:37

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Le associazioni del noleggio auto chiedono un regime di detraibilità Iva al 100% sugli acquisti e sui noleggi di auto aziendali.

Il noleggio auto favorisce la diffusione delle tecnologie a minor impatto ambientale ma sta risentendo fortemente delle emergenze che hanno colpito l’economia e l’industria automotive.

Nel 2021 il 29% delle automobili totalmente elettriche, il 21% delle ibride e il 47% delle ibride plug-in sono state immatricolate dalle società di noleggio.

Alberto Viano, presidente di Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, Sharing Mobility e Automotive) ha dichiarato che «l’emergenza dell’industria automotive ha ridotto in modo sensibile il numero di vetture disponibili per gli operatori dell’autonoleggio e in questo quadro difficile sarebbe auspicabile che il Governo desse un segnale positivo al settore delle auto aziendali».

Il prossimo 1° aprile scadrà infatti il termine entro il quale il Governo potrebbe richiedere alla UE un’ulteriore proroga triennale del regime di detraibilità IVA al 40% sugli acquisti e sui noleggi di auto aziendali e Alberto Viano, che tramite Aniasa rappresenta in Confindustria i servizi di mobilità, chiede «di porre fine a una misura che penalizza la mobilità delle imprese nazionali rispetto ai competitor europei che beneficiano di minori costi frenando la spinta del noleggio veicoli verso l’annunciata transizione ecologica del nostro parco circolante».

Il settore del noleggio veicoli guarda con grandi aspettative alla data del 1° aprile, limite ultimo per chiedere una eventuale nuova deroga rispetto a quanto previsto dalla Corte di Strasburgo nel 2006, con la condanna dell’Italia ad applicare la detraibilità al 100% sull’Iva delle auto aziendali come previsto dalla normativa europea.

A oggi in Italia il limite massimo di detrazione Iva è fissato al 40%, percentuale stimata per l’utilizzo del veicolo a scopo di produzione del reddito. Un limite richiesto dal Governo italiano e accordato dalla UE tramite ripetute proroghe triennali, che negli ultimi 15 anni si sono puntualmente succedute. L’ultima, in ordine di tempo, scadrà il prossimo 31 dicembre 2022, ma l’Esecutivo ha teoricamente tempo fino al 1° aprile per poterla richiedere alla Commissione.

Il prossimo 1° aprile potrebbe essere un momento storico per la mobilità delle imprese italiane, dopo 15 anni di continua deroga. Alcuni emendamenti al ddl sulla riforma fiscale e un significativo ordine del giorno in occasione dell’ultima Legge di Bilancio, nonché varie mozioni presentate in questi giorni alla Camera, ci fanno ben sperare. In caso contrario, il rischio è che, in pieno processo di transizione energetica ed ecologica del nostro parco circolante e con l’attuale crisi del mercato Automotive” evidenzia Alberto Viano “si scelga di penalizzare nuovamente uno strumento strategico per questa svolta, in grado già oggi di accelerare il rinnovo del parco circolante. Un regime fiscale più corretto e allineato agli altri Paesi UE fornirebbe una spinta significativa alla diffusione e al rinnovo delle flotte aziendali, con benefici effetti per le imprese, l’ambiente e le stesse Casse dell’Erario".

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