Riceviamo e pubblichiamo un pezzo di un nostro lettore.
Nell’anno 2012, si possono avere certezze su cos’è l’euro? Veramente si, anche se non è del tutto semplice, pur sapendo che qualche economista già da tempo era cosciente del fenomeno.
L’euro è una valuta fissa soltanto fra gli Stati membri: i Paesi che vi aderirono ( e vi aderiscono ) hanno fissato e chiuso a chiave il valore del cambio iniziale della propria valuta nei confronti della moneta unica e hanno poi gettato quelle chiavi in una vasta pianura.
Attualmente, mentre si scrive, un numero crescente di Europei sta perlustrando l’area dell’EURO alla disperata ricerca di quelle chiavi per verificare se sia mai possibile ritornare alle vecchie monete preesistenti prima del gennaio 2002.
E’ pure da precisare che, all’epoca, la moneta unica fu confrontata con le valute degli Stati appartenenti all’Unione Europea, con razionalità e proporzionalità assai discutibili.
Probabilmente i politici di allora, attraverso la creazione della moneta unica, erano animati e convinti di poter realizzare l’Unità Europea, ancora oggi da costituire.
Ci sono dubbi su quanto detto sopra ?
Semplice a chiarire: analizzando le varie valute tra di loro nei confronti dell’EURO, si rileva ancora oggi che il franco lussemburghese, valuta ignorata anzi inesistente in tutti i listini cambi borsistici di quel tempo, fu valutato 48 (quarantotto) volte superiore alla lira italiana e la dracma greca, moneta di una Nazione i cui bilanci erano anche allora sotto osservazione, fu valutata 8 (otto) volte migliore della lira italiana.
E’ evidente e lapalissiano che la svalutazione di una moneta spesso può aiutare le esportazioni del paese direttamente interessato. Tuttavia non è sempre così.
Infatti la GERMANIA, dove sono sempre prevalse la ricerca tecnico/scientifica e la buona governabilità, pure avendo avuto - nel 2002 - una valutazione del marco 990 volte migliore nei confronti della lira, detta Nazione non diminuì affatto le esportazioni, anzi continuò a potenziare le proprie industrie.
Oltre a questa puntualizzazione, una eccessiva svalutazione può danneggiare il tessuto socio/economico più debole del paese di riferimento.
Infatti, nel caso Italia, a seguito della incomprensibile svalutazione della lira,
i DIPENDENTI pubblici e privati, i LAVORATORI a reddito fisso,
i PICCOLI RISPARMIATORI, i PENSIONATI, i CONSUMATORI al dettaglio, immediatamente subirono una riduzione quasi del 50% delle somme in loro possesso.
Esempio eclatante: un pensionato con circa 2.000.000 di lire mensili, dopo il primo gennaio 2002, si trovò nel proprio c.c. circa 1033 euro, con difficoltà, dopo la quotidiana sopravvivenza, di pagare l’affitto, nel caso di non proprietario.
Tornando alla moneta unica, l’EURO non è una moneta come le altre.
Infatti il detto non è una valuta stampabile dal nulla come il dollaro, la sterlina, lo yen, ecc.. Non è di un solo Stato, ma di 27, i quali non tengono un GOVERNO UNICO per la gestione monetaria e la BANCA di riferimento, cioè la B.C.E., è soggetta alle disposizioni insieme deliberate
dai 27.
Per capire con maggior chiarezza la problematica in predicato si possono fare alcune esemplificazioni:
- A) la SVIZZERA preferisce un rapporto euro/franco svizzero fisso a “ 1.20 ” (un euro e venti centesimi x l’acquisto di un franco s.), soprattutto per le transazioni commerciali perché una eccessiva valutazione della propria moneta comprimerebbe le esportazioni del paese;
- B) Gli STATI UNITI, sempre per favorire le loro esportazioni, spesso emettono nuovi dollari, creando magari altri problemi, come l’inflazione, a fronte della quale poi ricercheranno altri accorgimenti;
- C) La CINA, per gli stessi motivi, tiene la sua valuta, cioè lo yuan cinese, sotto
valutato e legato al dollaro, insofferente a rivalutare la propria moneta ai reali valori di mercato.
Ciò dimostra che politici attenti sanno regolare la propria moneta a volte irrigidendone il valore, a volte lasciandola scivolare verso la svalutazione e tutto ciò in relazione all’andamento dei mercati, cioè giocano sia sulla stabilità, che al rialzo o al ribasso.
Di contro, per l’euro non è possibile una analoga gestione. In attesa delle disposizioni deliberative dei ventisette e in considerazione che i tempi della democrazia decisionale sono notoriamente lunghi, non tenendo per ciò una protezione immediata e di un solo ente, tale valuta potrebbe piuttosto essere considerata come un “ titolo di credito ” facilmente soggetto a repentine oscillazioni speculative dei mercati finanziario/borsistici.
Rodolfo ZANCHETTA.
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