I Non Farm Payrolls statunitensi di novembre hanno mostrato un peggioramento dai dati del mese scorso, ma i 211 mila posti di lavoro in più superano le attese dei mercati finanziari. Ecco quali effetti ha avuto la notizia sugli indici azionari
Non Farm Payrolls (NFP) positivi sul mercato del lavoro negli Stati Uniti d’America: il dato USA ha evidenziato 211 mila posti di lavoro in più nella prima economia del mondo contro le aspettative che prevedevano un aumento di “soltanto” 200 mila posti.
L’appuntamento mensile con i NFP è un importante indicatore dell’economia statunitense e crea molta attesa nei mercati finanziari, sia nel forex che in indici e titoli azionari: questo comporta una grande volatilità nell’immediato e un importante impatto anche a medio termine. Ecco, tra gli indici azionari, chi ne ha risentito maggiormente.
Indice S&P 500 il migliore: +3,55%
Considerando il solo impatto generato dalla volatilità contestuale ai NFP, gli indici azionari hanno reagito molto bene a questa onda d’urto e sono schizzati in alto guadagnando in pochi istanti molto terreno.
Il migliore è stato lo S&P 500 con un guadagno addirittura del 3,55% in pochi istanti, segue il Nasdaq con un +3,44%, mentre il Dow Jones si limita al +0,38%. In Europa, bene il DAX 30 che guadagna lo 0,73% e anche il nostro FTSE MIB (+0,64%), mentre gli altri indici principali rimangono maggiormente stabili.
Occorre considerare però che questi sono guadagni calcolati nel brevissimo termine, negli istanti immediatamente successivi al dato USA riscontrabili sui grafici delle quotazioni dalle candele delle 14:30 con timeframe M15, quindi entro l’arco massimo di 15 minuti dopo la pubblicazione dei NFP.
NFP, l’importante effetto creato dalle aspettative
L’effetto che questo indicatore macroeconomico statunitense ha sui mercati finanziari va però ben oltre il brevissimo termine e già analizzando i grafici odierni scopriamo che la giornata di oggi è stata fortemente condizionata dai Non Farm Payrolls.
Infatti, dopo il tonfo di ieri, le Borse mondiali hanno fatto molta fatica a recuperare terreno nel corso della scorsa mattinata, proprio a causa delle aspettative negative sui NFP USA: si prevedevano infatti 200 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, contrariamente ai 271 mila del mese scorso. Questo contribuisce a spiegare l’attuale tendenza al ribasso degli indici azionari.