Mutuo vitalizio ipotecario: come funziona

Manuela Margilio

14 Novembre 2014 - 16:30

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Anche in condizioni di difficoltà economiche è possibile chiedere un mutuo senza sostenere alcun esborso economico.

Il mutuo vitalizio con ipoteca è una nuova forma di prestito introdotta in Italia con la legge n.248/05; si tratta di quello che viene definito, per usare un termine anglossassone, come il “reverse mortgage” o “equity release” e consente agli over 65 di integrare la pensione con una rendita vitalizia connessa alla casa di proprietà.
Il proprietario di un immobile può dunque disporre che la propria casa venga ipotecata e posta a garanzia di un prestito concessogli dalla banca, in proporzione al valore dell’immobile ed all’età del richiedente. Quanto più il beneficiario è anziano tanto più potrà richiedere. Egli potrà utilizzare il denaro finanziato senza dover effettuare alcun rimborso in termini di capitale e interessi.
Solo in caso di morte quando si aprirà la successione gli eredi acquisteranno la proprietà dell’immobile insieme al debito che solo in questo momento dovrà essere pagato interamente alla banca.

Chi sono i beneficiari
Possono beneficiare di questa forma di finanziamento a medio lungo termine le persone di età superiore a 65 anni.

Ipoteca
Il suddetto prestito è garantito da ipoteca di primo grado sull’immobile di proprietà del beneficiario e non è previsto alcun obbligo di restituire la somma ricevuta.

Caratteristiche dell’immobile e importo del prestito
L’immobile deve avere un valore di oltre 75.000 euro, deve essere residenziale e deve essere privo di vincoli o altre ipoteche.
L’importo del prestito è generalmente compreso tra un minimo del 15% ed un massimo del 50% del valore dell’immobile che viene normalmente determinato con una perizia.
Il prestito aumenta con l’età del richiedente e va da un minimo di 20.000 Euro ad un massimo di 350.000 Euro secondo i seguenti criteri:
• 20% del valore dell’immobil per i settantenni
• 40% del valore dell’immobile per gli ottantenni
• 50% del valore dell’immobile per i novantenni.

Cosa succede alla scadenza del termine
Alla scadenza del termine previsto saranno possibili le seguenti opzioni per gli eredi divenuti proprietari dell’immobile alla morte del mutuatario:

  1. rimborso del debito nel frattempo accumulatosi, in un’unica soluzione e con gli interessi, normalmente entro 12 mesi dal verificarsi del decesso;
  2. vendita dell’immobile al fine di poter estinguere il mutuo;
  3. vendita dell’immobile da parte della banca mediante procedura di pignoramento ed esecuzione forzata con versamento agli eredi dell’eventuale differenza.

Possibili svantaggi per gli eredi
La restituzione entro 12 mesi del prestito in un’unica soluzione potrebbe essere particolarmente oneroso per gli eredi, i quali per non perdere la proprietà dell’immobile potrebbero essere costretti ad accendere un mutuo tradizionale.
Altro svantaggio per gli eredi è la possibile perdita della casa acquisita in proprietà, qualora fossero costretti a venderla.
Inoltre si segnala il prestito vitalizio è una forma di prestito che prevede l’anatocismo ossia la maturazione di interessi sugli interessi già scaduti con una crescita esponenziale del debito.

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