MOODY’S, MANOVRA - La manovra italiana da 54 miliardi di euro, per centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio anticipato nel 2013, rappresenta una minaccia al credit rating degli enti locali italiani, in quanto «colloca imminenti pressioni su bilanci già tirati e introduce incertezze nell’allocazione dei poteri e delle responsabilità nelle amministrazioni locali».
Questo è quanto riportato nella nota settimanale dall’agenzia di rating Moody’s, che lancia il suo monito sulla manovra recentemente approvata dal Parlamento italiano in cui sono previsti tagli ai trasferimenti agli enti locali.
Nel suo «Weekly Credit Outlook» Moody’s avverte che le misure annunciate dal Governo potrebbero avere un impatto negativo sul rating di regioni, province e comuni, gravando su bilanci «già sotto stress» e producendo incertezza circa il trasferimento di competenze e responsabilità a livello locale.
Moody’s sottolinea che “l’anticipazione dell’obiettivo di pareggio dal 2014 al 2013 impone una stretta sui bilanci degli enti locali italiani pari a 7 miliardi di euro complessivi nel biennio 2012-2013, insieme a tempi più ridotti per le previste azioni di risanamento. Sommando le misure comprese nel pacchetto di austerità di luglio il conto complessivo stimato dal governo sale a circa 25 miliardi in tre anni, poco sopra il 3% dei budget annuali delle amministrazioni locali”.
“La possibilità accordata alla amministrazioni locali di manovrare le aliquote e di tenere sul territorio i proventi della lotta all’evasione - elemento quest’ultimo dalle prospettive piuttosto incerte - riuscirà solo in parte a compensare i tagli dei trasferimenti, diluendo i benefici associati alla maggiore autonomia concessa dal federalismo fiscale”. In sintesi, tagli certi a fronte di entrate, che dovrebbero derivare dalla lotta all’evasione fiscale, incerte.
“Le attività nel settore dei servizi pubblici con budget ridotti – continua Moody’s - saranno inoltre obbligate ad un taglio dei costi che andrà a ridurre la loro capacità di investimento, con effetti negativi sullo sviluppo economico del paese”.
Moody’s tocca anche il tasto delle province che, con un debito pari a circa 9 miliardi di euro, rappresentano circa il 9% del complessivo debito locale italiano. La loro annunciata eliminazione, fa notare l’agenzia, si tradurrà in un lungo processo di riforma costituzionale, accompagnato da un acceso dibattito politico, generando un livello di «incertezza.... che eccede i potenziali benefici in termini di risparmio di costi, almeno nel breve termine».