Il dato relativo all’indice ZEW tedesco - che misura le aspettative sullo sviluppo economico della Germania nell’arco dei sei mesi futuri - per il mese di novembre ha visto una crescita di 1,8 punti rispetto ai -7,2 punti registrati a ottobre. Il risultato è nettamente superiore alle stime di consensus ferme a -7,0 punti. Sul mercato dei cambi, però, l’euro/dollaro non riesce ad allontanarsi definitivamente dai supporti di area 1,3550 – 1,36. Al momento i prezzi sono in area 1,3590 e ciò dimostra che la propensione degli investitori è ancora quella di acquistare dollari americani e di stare alla larga dalla divisa europea a causa delle difficoltà legate al debito dei PIGS. Intanto, le Borse europee restano in rosso, mentre l’oro continua a quotare in area 1.360$/oz.
Pubblicati questa mattina anche i dati sull’inflazione. Il dato nell’Uem è risultato in linea con le attese degli analisti. Infatti, l’indice dei prezzi al consumo nella zona euro (dato finale) è aumentato dello 0,4% m/m a ottobre (+1,9% su base annua, in crescita rispetto al +1,8% di settembre), proprio come prospettato dagli analisti. In Europa (non solo i 16 Paesi dell’Uem) il tasso annuo di inflazione a ottobre è in crescita del 2,3% (in aumento rispetto al +2,2% di settembre). In Italia il tasso annuo di inflazione rilevato dall’Eurostat è del 2% (il più alto è quello della Romania +7,9% e subito dietro la Grecia con un +5,2%).
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