Miele, occhio alle truffe: quali sono i marchi che non dicono la verità

30 Ottobre 2021 - 19:17

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Uno studio francese ha dimostrato che molti mieli non soddisfano i requisiti standard di buona qualità, vediamo di cosa si tratta.

Miele, occhio alle truffe: quali sono i marchi che non dicono la verità

Le truffe alimentari nelle zone europee sono all’ordine del giorno. Anche il miele è vittima di queste frodi. Uno studio francese ha cercato di far luce e di scoprire quali sono i marchi che non dicono la verità sulla composizione e provenienza del nettare.

Nello specifico, alcuni prodotti mostrano tracce di zuccheri aggiunti, etichette inesatte in quanto ad indicazioni sulla loro origine botanica o geografica oppure non soddisfano i requisiti e gli standard normativi di freschezza.

Lo studio francese

Gli esperti della rivista francese Que Choisir hanno comprato 40 barattoli di miele di diversa origine botanica e provenienza geografica disponibili in vari canali nei supermercati, negozi specializzati, siti web, vendita diretta e altri.

Si tratta di prodotti tipici del mercato francese ma alcuni dei quali sono presenti anche in Italia e nel resto del mondo.

È stato quindi affidato l’incarico di effettuare delle analisi su tutti i campioni acquistati, così da identificare eventuali non conformità relative a 3 aspetti fondamentali del miele: provenienza geografica e botanica, presenza di zuccheri aggiunti e freschezza.

I risultati dello studio

Le analisi hanno confermato che esiste un problema inerente al miele ed alla sua qualità. Bisogna quindi porre attenzione su ciò che acquistiamo se non vogliamo incorrere in possibili fregature. Per quanto concerne i campioni di miele considerati daitest:

  • 7 prodotti mostrano tracce di zuccheri aggiunti;
  • 3 etichette di barattoli di miele mentono sulla loro origine;
  • 8 mieli non soddisfano i requisiti normativi di freschezza.

Ci sono anche buone notizie: ben 28 mieli hanno superato il test e molti di questi sono prodotti e venduti in Italia.

Miele con zuccheri aggiunti

La frode più tipica è quella che riguarda gli zuccheri aggiunti nel miele. Que Chosir scrive che:

Le tracce di zuccheri aggiunti nel miele possono avere due origini, che i metodi analitici non consentono di discriminare: o lo sciroppo viene incorporato direttamente nel miele, per aumentarne il volume a basso costo, oppure questo stesso sciroppo viene utilizzato per nutrire le api.

Questa pratica nella realtà non è vietata, ma dovrebbe essere svolta osservando alcune regole per non inficiare completamente l’essenza del nettare.

Tra i prodotti controllati 7 erano di origine cinese, uno prodotto in Australia e Nuova Zelanda. È il caso del miele Manuka, che costa anche molto per i presunti benefici per la salute.

I mieli dove sono stati trovati gli zuccheri aggiunti sono i seguenti:

  • Berringa Australian;
  • Apiario dei 3 castelli;
  • Miele Besacier;
  • L’Abeille diligente;
  • Le Rucher de l’ours;
  • Semplicemente buono e biologico;
  • Euromiel.

Miele con origine falsa

Il test ha scoperto che 3 mieli (di cui uno biologico) riportavano in etichetta un’origine botanica e/o geografica non veritiera. I mieli in questione sono:

  • La vie claire;
  • Rucher des 3 chateaux;
  • Carrefour Classic crémeux.

Miele senza requisiti di freschezza

In questa categoria rientrano 8 dei 40 vasetti di miele acquistati per svolgere i test. I mieli senza il requisito freschezza sono:

  • Berringa Australian;
  • Miele Besacier;
  • Carrefour Classic crémeux;
  • Semplicemente buono e biologico;
  • Euromiel;
  • Happy Belly;
  • Nutrimel;
  • Comptoirs & Compagnies.

I migliori mieli che hanno superato il test

Fortunatamente, ben 28 mieli sono risultati puri e autentici. Tra i migliori vi sono anche alcuni prodotti italiani come il Mielbio Rigoni di Asiago – castagno, o venduti nel nostro Paese come il Maribel (LIDL), miele millefiori.

Il consiglio che viene dato ai consumatori è di evitare di acquistare i barattoli di miele sempre al supermercato, visto che su lotti e grandi quantità di denaro la truffa è sempre dietro l’angolo. I prodotti a Km 0, se saputi cercare, possono soddisfare le esigenze delle famiglie in termini di qualità e prezzi.

Il problema può presentarsi per grandi ristoranti o per chi comunque svolge attività ristorative: avere delle forniture precise e sostenibili sempre non è semplicissimo.

Argomenti

# Truffa

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