Dopo tre anni di crescita, nel 2018 il mercato automobilistico italiano ha tirato il freno attestandosi a 1.923.718 nuove immatricolazioni, il 3,3% in meno rispetto al 2017. Tra i vari trend, c’è da registrare un’impennata di vendita di auto a Km 0 e di auto d’importazione, due tipologie di vendite che vengono definite “a prezzi speciali”.

Il motivo di tale definizione è semplice: si tratta – di fatto – di alternative all’auto nuova: le auto a Km zero sono vetture immatricolate (in genere alla Casa madre o al Concessionario) che non hanno mai circolato su strada. Le auto di importazione, invece, sono già state targate all’estero (spesso per pochi mesi o addirittura giorni) e poi trasferite in Italia. In entrambi i casi si tratta di auto pari al nuovo, valide alternative a quelle di prima immatricolazione.

Come rilevato dal centro Studi Fleet&Mobility analizzando i dati forniti dall’ACI e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la vendita di auto a Km 0 ha registrato un incremento del 97%, dalle 105.000 del 2015 alle 207.000 del 2018.

Un “boom” simile lo hanno fatto registrare anche le immatricolazioni di auto di importazione parallela seminuove, che sono passate dalle 44.000 del 2016 alle 155.000 del 2018, un balzo in avanti del 250%. Quella delle auto a prezzi speciali è una fetta - 362mila auto – che vale il 19% dell’intero mercato auto nuovo italiano.

Mercato 2018: crescono le auto a prezzi speciali

Percentuale auto a prezzi speciali rispetto al totale di mercato
Anno Auto a Km 0 Auto d’importazione Totale auto a prezzi speciali
2015 6,6% 2,3% 8,9%
2016 8,0% 2,4% 10,4%
2017 10,9% 7,7% 18,6%
2018 10,8% 8,1% 18,9%

Si tratta di un campanello d’allarme che dovrebbe suonare ben chiaro nei reparti “Sales e pricing” delle Case auto: se gli automobilisti cercano il prezzo migliore acquistando auto che sono – di fatto – alternative al nuovo, allora forse c’è un problema di allineamento dei prezzi di listino.

Anziché ricorrere costantemente a sconti elevati, non sarebbe meglio avere dei listini “realistici”, sui quali eventualmente lavorare di fino?

Auto a Km 0: le ragioni di un fenomeno consolidato

Le auto a Km 0 non sono certo una novità per il mercato auto, e non sono neppure una caratteristica esclusiva italiana. Un’auto a Km Zero è una vettura immatricolata da un Concessionario o da una Casa madre, di norma, non deve aver percorso più di 100 chilometri altrimenti deve essere considerata un’auto aziendale o dimostrativa.

Sono di fatto auto nuove - visto che sono state solo esposte o tenute ferme nel parco della concessionaria - ma dal punto vista legale e fiscale sono considerate usate. Proprio per questo vengono pubblicizzate con slogan del tipo “Un’auto nuova al prezzo di un’auto usata“.

Ma perché una Casa auto o un Concessionario dovrebbero avere interesse ad immatricolare a sé un’auto nuova per poi rivenderla come Km 0? E’ presto detto: per ragioni di target di vendita, di quote di mercato e dei rispettivi premi. I Dealer hanno degli obiettivi di immatricolazioni imposti dalle Case, che devono rispettare per accedere ai premi previsti. Se le immatricolazioni a clienti privati non sono sufficienti, i concessionari immatricolano a se stessi le vetture mancanti.

Può capitare che siano le Case ad autoimmatricolarsi degli stock di vetture, che vengono poi rivendute come Km 0 attraverso i concessionari o nei mercati esteri. La ragione? Mantenere le quote di mercato nazionale. A volte la ragione può essere quella di smaltire gli stock in giacenza per l’arrivo di un restyling o di un nuovo modello.

Auto di importazione nuova: l’altra faccia dell’usato

Un’auto di importazione è – in sostanza – una vettura già immatricolata in un paese estero, che viene acquistata o da un commerciante o direttamente dal cliente finale per essere importata in Italia e qui immatricolata di nuovo.

Le norme europee definiscono due casistiche: in primo luogo c’è l’auto d’importazione nuova, una vettura con meno di 6 mesi dall’immatricolazione o che abbia percorso meno di 6.000 chilometri. Poi c’è l’auto d’importazione usata, immatricolata da più di 6 mesi o che abbia percorso oltre 6.000 chilometri. Ad interessare il tema dell’indagine condotta da Fleet&Mobility è la prima categoria, naturalmente.

I vantaggi di un’auto di importazione nuova sono sostanzialmente due:

  • convenienza economica: trattandosi di un’auto già immatricolata ha un prezzo più basso di un’auto nuova;
  • disponibilità: potendo attingere da diversi mercati esteri – tipicamente Germania, Francia, Belgio e Spagna – chi opera su questa particolare fetta di mercato può contare su un ampio numero di unità tra cui scegliere.