Mercati: la volatilità potrebbe non essere decisiva

Raffaele Guerra

23 Marzo 2012 - 11:15

Mercati: la volatilità potrebbe non essere decisiva

«Gli indici di Wall Street hanno previsto nove delle ultime cinque recessioni»

Paul Samuelson

In alcune parti delle sessioni di trading di ieri ci sono stati elementi di paura e le posizioni sono state in rallentamento dal momento che dati deboli, voci di un imminente downgrade spagnolo e il crollo dei mercati azionari hanno fatto venir fuori le tendenze recenti. La situazione che ne è seguita è stata modesta su tutti i conti. L’S&P è sceso di soli 10 punti e ha successivamente recuperato circa la metà del calo; gli incroci dello yen, che erano forse i più grandi motori della giornata, non sono riusciti a raccogliere lo slancio che il panico precedente del ’sell-off’ ha creato, e forse più importante, mentre i costi di finanziamento per la Spagna e l’Italia erano notevoli sul giorno in cui il sell-off dei tassi di interesse negli Stati Uniti è stato a dir poco minimo.

La situazione in Europa è davvero preoccupante. La crescita della produzione manifatturiera tedesca che è scivolata nella contrazione è forse lo sviluppo più significativo (secondo l’indagine PMI). Infatti l’attività si è fortemente rallentata per tutta l’Unione e il pensiero che la situazione stia scivolando indietro piuttosto che migliorare potrebbe portare qualcuno a riflettere sulla validità delle recenti revisioni al rialzo delle previsioni di crescita per la regione. Le cifre di crescita irlandesi per il 4° trimestre 2011 hanno anch’esse deluso le aspettative, contraendosi rispetto al trimestre precedente: significa che il paese è tornato in recessione.

Il bilancio britannico è stato neutro per la sterlina

Il bilancio del Regno Unito, che ha rivelato una modesta agevolazione fiscale nel 2012-13 e 2013-14, bilanciata dalla stretta fiscale a partire dal 2014 -15, dovrebbe essere visto come neutro per la valuta in questa fase e, mentre la delusione di una vendita al dettaglio più debole del previsto ha pesato sulla sterlina, non vediamo questo come una negatività sul lungo periodo. In effetti, la OBR ha fissato le sue previsioni di crescita per il Regno Unito per quest’anno a +0,8% e mentre ha abbassato le previsioni per il 2013 di un importo analogo, le previsioni includono anche una ulteriore e leggittima riduzione per gli investimenti delle imprese. Ogni positivo cambiamento nel sentiment o nella fiducia delle imprese potrebbe fare in modo che la previsione OBR (e similmente altre previsioni centrali) per il 2012 e oltre sembri un eufemismo.

Un fine settimana lento?

Tuttavia questa è probabile che sia una situazione di relativamente lenta evoluzione e non una storia che dominerà la giornata. Con poco sul calendario dei dati per oggi, l’azione dei prezzi sarà probabilmente guidata dal sentiment e dalla performance del mercato azionario. Noi continuiamo a favorire lo yen a breve termine e nonostante il fatto che EUR e AUD hanno tenuto ritmi sostenuti questa mattina presto, questa mossa riflette probabilmente qualche aspettativa politica dalla Cina (RRR); andando avanti continuiamo ad aspettare una performance di più basso profilo per AUD e EUR rispetto a USD e GBP.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Tradingfloor.