Mercati deboli: prossimo intervento delle banche?

Raffaele Guerra

10 Maggio 2012 - 12:13

Mercati deboli: prossimo intervento delle banche?

Il «risk-off» continua, mentre materie prime e azioni cicliche stanno ricevendo colpi duri. Anche l’oro non se la passa bene. Dove stanno andando davvero i mercati e perché? Ecco alcune osservazioni.

Rischio in crescita

Il caos in Grecia ha davvero messo un bastone tra le ruote. La Grecia non è ancora un problema enorme rispetto alla Spagna, ma la nuova instabilità politica e le preoccupazioni crescenti circa una eventuale uscita dalla zona euro richiedono attenzione. Stanno arrivando forti segnali di rischio per gli investitori - più forti del normale. Il rischio per pPaese è in aumento, dal momento che gli investitori non sono più in grado di visualizzare la zona euro come un’unica entità. Hanno invece bisogno di considerare le situazioni paese per paese.

Le banche centrali non sono pronte

La Banca Centrale Europea non è in grado di fare molto al momento e la situazione non è drammatica, ancora. Dunque il presidente Draghi non punta a una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine. Inoltre, gli investitori hanno probabilmente bisogno di considerare il tutto con attenzione, piuttosto che sfruttare la liquidità. Anche le banche centrali non sono in grado di aiutare per ora, dal momento che la vendita di asset non è proprio la loro strada.

Guardando agli Stati Uniti, il presidente della Federal Reserve, Bernanke, e la Fed stessa si trovano in una situazione migliore, dal momento che i rendimenti stanno scendendo di nuovo. Ma questo è avvenuto a causa di dati macroeconomici più deboli, oltre che per un rischio più alto. Le azioni sono in calo, ma non di molto. C’è meno bisogno di un’uscita di Bernanke. Così gli investitori sono in grado di scartare la possibilità di un altro ciclo di alleggerimento quantitativo e come tale questo crea un senso di limbo.

Gli investitori sono abituati ad un aiuto artificiale per creare guadagni. I mercati sono deboli, ma non tanto da far reagire le banche centrali. Dal Grafico 1 sembra che l’S & P500 sta guidando il senso di urgenza della Fed. Spiace dirlo per petrolio e oro: l’S & P500 non è abbastanza debole!

Segnali dagli assett

Insieme, tutti questi fattori hanno innervosito gli investitori e hanno convinto alcuni a staccare la spina. Questo ha messo sotto pressione alcuni dei maggiori beneficiari del QE: oro e petrolio.
Ci si aspetterebbe un calo dell’accelerazione nell’S & P500, seguito da discorsi o interviste dei membri della Fed, in cui vengano discusse o accennate nuove misure. Fino ad allora, ci aspettiamo che l’oro e il petrolio rimangano sul pesante.

Nel frattempo, mentre si aspetta e si ascolta la retorica inutile della Grecia e ci sono esperienze di limbo in altri assett, è nostra opinione che la coppia EUR/USD si indebolirà ulteriormente. È solo una questione di tempo, in parte perché il differenziale di rendimento quasi sempre crea un flusso di investimenti verso gli Stati Uniti, e questo non è cambiato: si veda la tabella 1.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Tradingfloor.com.