Meglio il PAC o il fondo pensione, quale scegliere?

Laura Pellegrini

29 Dicembre 2020 - 08:37

29 Dicembre 2020 - 16:35

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Quali sono le differenze tra il Piano di Accumulo (PAC) e il fondo pensione? Il PAC è veramente l’alternativa migliore al fondo pensione e alla previdenza complementare?

Meglio il PAC o il fondo pensione, quale scegliere?

Negli ultimi anni il PAC è diventato una soluzione sempre più popolare e prediletta dai risparmiatori italiani rispetto alla stipulazione di un fondo pensione. Ma questa alternativa è veramente la migliore opportunità di investimento? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano?

Entrambe le forme di risparmio permettono di accantonare denaro in vista della pensione e permettono anche di realizzare alcuni desideri che nel corso dell’età lavorativa non si sono potuti permettere. Scegliere l’una o l’altra soluzione non è indifferente e per capire quale possa essere l’alternativa migliore occorre conoscere bene le caratteristiche e i vantaggi di entrambe le opzioni.

Questa guida si propone di approfondire, quindi, le caratteristiche peculiari e di funzionamento dei PAC e dei fondi pensione al fine di capire quale sia veramente la migliore soluzione.

PAC: una soluzione sempre più preferita dai risparmiatori

Il Piano di accumulo - a differenza del fondo pensione - non è considerabile come una forma di previdenza complementare: per questo può essere sottoscritto da tutti e non solamente dai lavoratori che versano i contributi obbligatori all’Istituto di Previdenza Nazionale.

Inoltre, il PAC consente a tutti i risparmiatori (anche studenti, disoccupati e casalinghe) di investire piccole somme di denaro in un’ottica di medio-lungo termine, al fine di ottenere un rendimento sul capitale investito.

Il PAC, quindi, è un tipo di strumento di investimento e di gestione del risparmio che consente di aumentare con gradualità e nel corso del tempo il capitale accumulato e risparmiato mediante il versamento di premi periodici. Si tratta della migliore soluzione che si adatta alle diverse esigenze dei risparmiatori e di quanti vogliano investire con un obiettivo di lungo termine.

In effetti, i Piani di Accumulo sono una delle più valide opportunità di investimento per garantire la sicurezza ed un futuro migliore ai propri figli che hanno intenzione di studiare e necessitano di una sicurezza economica futura.

Quali sono i vantaggi del PAC?

Tra i fattori e i punti di forza che incoraggiano i risparmiatori italiani ad investire in PAC si annoverano i seguenti:

  • investire in un’ottica di medio-lungo termine con possibilità di “spalmare” i costi degli strumenti di gestione del risparmio nel tempo,
  • possibilità di investire anche piccoli capitali risparmiati senza vincoli di importo minimo richiesto,
  • possibilità di versare piccole somme mensilmente e modificare il piano di versamento dei premi senza oneri aggiuntivi,
  • possibilità di accumulare risparmio con continuità, gravando il meno possibile sulle finanze personali e su quelle della famiglia.

In buona sostanza, i Piani di Accumulo consentono a chiunque di investire i propri risparmi in Fondi comuni di investimento o in ETF e consentono di diversificare il proprio portafoglio, contenendo al contempo i rischi.
Inoltre, un altro punto di forza che fa propendere i piccoli risparmiatori verso la sottoscrizione dei Piani di Accumulo è la possibilità di disinvestire quando si vuole ed in ogni momento.

La plusvalenza ottenuta dai rendimenti finali è tassata - secondo la normativa vigente - al 26%: per questo, occorre fissare un orizzonte temporale di medio-lungo termine per ottimizzare rischio/rendimento.

Cosa sono i Fondi Pensione

Le forme pensionistiche complementari sono oggi un’ottima soluzione d’investimento a tutela della sicurezza finanziaria dei lavoratori, una volta usciti definitivamente dal mercato occupazionale.

Di certo, la previdenza di primo pilastro e la crisi del welfare italiano non garantiscono più la possibilità di percepire un trattamento pensionistico che assicuri uno standard di vita decorosa e dignitosa.
Per questo sono nati strumenti di previdenza complementare come i PIP e i fondi pensione che consentono ai lavoratori di accantonare una quota dei propri guadagni realizzati durante la vita lavorativa allo scopo di garantirsi un trattamento pensionistico integrativo su base volontaria. Infatti, i fondi pensione possono dedurli soltanto i cittadini che producono reddito, sia da lavoro dipendente o autonomo, sia da altri redditi che possono derivare da beni immobili.

A differenza del piano di accumulo, inoltre, il fondo pensione non dà accesso immediato al credito, ma soltanto dopo 8 anni dalla data della sottoscrizione. Nel caso di acquisto di una nuova casa per i figli o per effettuare spese mediche, è possibile chiedere un anticipo fino al 75% del capitale accumulato. Per qualsiasi esigenza, infine, è possibile accedere fino al 30% del capitale accumulato.

Le differenze tra PAC e fondi pensione

I fondi pensione (aperti e chiusi) funzionano allo stesso modo dei PAC: prevedono l’accantonamento delle somme mediante versamento di premi con cadenza mensile, semestrale, annuale, ma differiscono da essi per determinate caratteristiche. Infatti, i fondi pensione rispetto ai PAC sono destinati ad essere sottoscritti dai lavoratori al fine ultimo di generare una pensione complementare rispetto a quella obbligatoria.

Per aderire al Fondo Pensione devono intercorrere almeno 8 anni prima che si possa attingere al capitale accumulato e secondo le modalità descritte in precedenza. Il piano di accumulo, invece, è un investimento estremamente flessibile e personalizzabile che si adatta alle esigenze dei diversi clienti.

Dal punto di vista del trattamento fiscale, infine, questa forma pensionistica complementare è deducibile dal reddito imponibile del soggetto sottoscrittore fino ad un importo massimo di 5.164,57 euro.

Perché e meglio sottoscrivere un PAC?

Nel valutare la migliore soluzione da sottoscrivere tra PAC e Fondo Pensione (aperto o chiuso), sicuramente ogni risparmiatore indipendentemente dal fatto che abbia versato i contributi previdenziali obbligatori, può sfruttare a proprio vantaggio i Piani di accumulo dato che sono “salvadanai” nei quali accantonare i propri risparmi per realizzare un obiettivo specifico o per avere un “cuscinetto di sicurezza”.

Anche se il funzionamento tra PAC e Fondo Pensione è lo stesso, il PAC consente di investire in base alle diverse esigenze ed al profilo di rischio del risparmiatore. Tra le varie alternative possibili, il risparmiatore può optare per il Fondo obbligazionario (meno rischioso), bilanciato (profilo di rischiosità medio) e azionario (rischiosità elevato).

Dunque, se si è in cerca di strumenti che garantiscano rendimenti interessanti su medio-lungo periodo, è meglio optare per i Piani di accumulo del capitale (PAC), i quali abituano alla «logica di mettere da parte delle disponibilità per ’finanziare un sogno’ o un ’progetto di vita’ come pagarsi gli studi, comprare una macchina o andare a vivere da soli. Quando si è adulti entrano in gioco gli investimenti finanziari veri e propri».

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