MPS prova il rimbalzo dopo i conti, ma nell’ultimo anno è -53%. Cosa c’è nel futuro della banca?

Vittoria Patanè

13 Novembre 2014 - 12:48

Mps tenta il rimbalzo dopo la pubblicazione dei conti. Gli stress test hanno causato un vero e proprio crollo (-35% in un mese) e le sfide non sembrano ancora finite

MPS prova il rimbalzo dopo i conti, ma nell’ultimo anno è -53%. Cosa c’è nel futuro della banca?

Monte dei Paschi prova un difficile rimbalzo dopo la pubblicazione dei conti relativi all’ultimo trimestre e ai 9 mesi del 2014. Risultati che parlano di perdite nette trimestrali per 1,15 miliardi, a fronte di un margine della gestione pari a 3,13 miliardi (-2,9%).

Il titolo MPS sale attualmente del 4,72% a 0,66 euro, indossando la maglia rosa dell’intero paniere.

Tuttavia serviranno parecchie di queste performance per recuperare le perdite subite nel corso dell’ultimo mese. A causa della bocciatura agli stress test della BCE infatti, le azioni hanno perso il 35% del loro valore negli ultimi 30 giorni.

Ampliando la prospettiva però, i risultati sono ancora più desolanti: -57% negli ultimi sei mesi e -53% negli ultimi 12.

(Fonte: borsa italiana)

Insomma, in questo anno turbolento contraddistinto da inchieste, ristrutturazioni, ben due aumenti di capitale (uno in corso d’opera), e cambiamenti importanti nella struttura societaria, (impossibile non citare la Fondazione MPS che a inizio 2014 ha venduto gran parte del pacchetto azionario in suo possesso e che oggi è impegnata in un patto con Fintech e Btg Pactual) il valore del titolo è crollato da 1,37 a 0,66 euro. E le prospettive non sono rosee:

«Sul titolo continuiamo a raccomandare cautela nei prossimi mesi, almeno sino a quando non sarà completato il piano di aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro deciso la scorsa settimana. Sebbene il pool di banche che partecipano all’operazione si siano impegnate a pre garantire la copertura dell’aumento di capitale, gli investitori potrebbero leggere in maniera negativa il mancato collocamento tra il pubblico delle nuove azioni. Questi nostri timori trovano conferma nella decisione della Consob di inizio settimana, che ha deciso di prolungare il divieto di vendite allo scoperto sul titolo sino a fine gennaio. Confermiamo il target price di 0,50 euro»

Queste le raccomandazioni di Vincenzo Longo, market strategist di IG.

A questo punto, non resta che andare avanti con il piano di ristrutturazione stabilito insieme a Bruxelles, piano che tra l’altro prevede il taglio di oltre 1.300 dipendenti. La banca più antica del Paese ha davanti a sé un periodo duro e sarà costretta ad affrontare molte difficoltà per trovare quella stabilità e quell’equilibrio indispensabili alla sua sopravvivenza.