Domani l’aumento di capitale. Quasi certo il prezzo, ma alcuni hedge fund USA vorrebbero entrare nella partita. Ecco le ultime novità su MPS in vista della ricapitalizzazione
Domani sarà un giorno importantissimo per Monte dei Paschi. Dopo un anno di caos infatti, con ogni probabilità il cda di domani metterà la parola fine alla questione «aumento di capitale» da 5 miliardi di euro. O meglio, la parola inizio. Perchè se tutto andrà come previsto l’operazione partirà lunedì 9 giugno e si chiuderà entro metà luglio.
Il prezzo
Domani mattina, il board di MPS sarà chiamato a decidere il prezzo da inserire nel prospetto sulla ricapitalizzazione approvato lo scorso 21 maggio. Piano che è stato analizzato e ha già ricevuto il determinante lascia passare della Consob.
Analisti e investitori attendono risposte, ma con ogni probabilità verrà stabilito un prezzo con uno sconto del 30% su Terp.
Attualmente a lavoro ci sarebbero anche tutte le altre banche coinvolte e guidate dal banker Andrea Orcel di Ubs: Citigroup, Goldman Sachs, Mediobanca, Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, Jp Morgan Chase, Morgan Stanley e SocGen.
I soci
L’aumento di capitale da 5 miliardi di euro che sarà, in larga parte, destinato alla restituzione dei Monti Bond, ha già ricevuto l’avallo dei soci. Ad essersi impegnati pubblicamente sono stati: Fintech (socio di maggioranza con il 4,5%), Btg Pactual (2,5%), Axa (3%), e ovviamente la Fondazione che insieme ai due fondi americani ha stretto un patto parasociale del 9%.
Gli hedge fund USA
Ma da ieri circolano voci riguardanti alcuni hedge fund americani (tra i quali Marshall Wace, Tosca, Och Ziff e Guggenheim), che insieme agli investitori istituzionali (Blackrock, Vanguard e Norges Bank, ma anche Paulson & Co e York Capital), avrebbero l’intenzione di seguire da vicino, molto vicino l’aumento di capitale della banca senese.
Secondo alcuni infatti, questi fondi vorrebbero approfittare dello «sconto estivo» e provare ad entrare nella partita.
Dopo le iniziali perplessità sulla ricapitalizzazione da 3 miliardi decisa in precedenza e unanimemente considerata non adeguata alle reali condizioni e ai veri bisogni della banca, l’aumento di capitale a 5 miliardi avrebbe sciolto ogni riserva, spingendo i grandi investitori americani a concentrarsi sempre di più sulle vicende di Monte dei Paschi.
Potrebbero quindi nuovamente cambiare gli equilibri all’interno dell’istituto, anche se attualmente sembra che a «guidare il carro» nel periodo post-aumento saranno proprio i membri del patto parasociale (Fondazione, Fintech e Btg Pactual) che, forti di quel 9%, detengono il potere di nomina degli amministratori.
Ma è anche vero che Siena non è nuova a colpi di scena. Se infatti 3-4 fondi statunitensi decidessero di cooperare, raccogliere una quota superiore al 9% e ribaltare l’attuale status quo potrebbe essere abbastanza semplice.
Ricordiamo inoltre che l’accordo siglato tra Mps, Fintech e Btg Pactual è stato porto sotto osservazione dopo il discorso di venerdì tenuto dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha chiesto una maggiore separazione tra Fondazioni e le banche partecipate.
Tuttavia non sembrano esserci pericoli. La Banca centrale italiana, chiedere solo una modifica volta a sancire:
«il divieto di controllo ai casi in cui esso è esercitato di fatto, anche congiuntamente con altri azionisti».
Modifica che però non dovrebbe riguardare il patto parasociale nato dopo la vendita delle quote da parte di Rocca Salimbeni.
Il titolo
Nel frattempo il titolo MPS continua ad attirare l’attenzione di tutti. Dopo aver fallito ieri l’attacco alla resistenza posta a 25,42 (top value di fine aprile), oggi MPS vorrebbe riprovarci. Se il tentativo andasse a buon fine, secondo gli analisti, potrebbe verificarsi, in prima battuta, un estensione verso 25,50 euro e successivamente un massimo annuale di 29,13.
Sopra questo ultimo livello il titolo avrebbe la possibilità di avvicinarsi all’importante ostacolo a 31,30, massimo di inizio 2013. La violazione di quota 23 al contrario, preannuncerebbe un ritorno sul recente minimo a 20,75.
Attualmente le azioni MPS perdono l’1,19% a 24.87 euro.
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