MPS, bilancio negativo con perdite ingenti: ora servirà un aumento di capitale maggiore

Simone Casavecchia

12 Febbraio 2015 - 09:23

Presentati i dati sul bilancio 2014 di MPS: la banca senese totalizza ammanchi per 5,34 miliardi di euro; ora sarà necessario un aumento di capitale più consistente.

MPS, bilancio negativo con perdite ingenti: ora servirà un aumento di capitale maggiore

Presentati i dati relativi all’esercizio di bilancio 2014 di Monte dei Paschi di Siena: un anno nero con perdite nette per 5.343 milioni di euro, una cifra quasi quadruplicata rispetto al 2013, quando le perdite si erano attestate a 1.434 milioni di euro.
Una cifra che, come ha spiegato l’Amministratore Delegato Fabrizio Viola in conferenza stampa, sulla quale pesano le rettifiche (per circa 5,7 miliardi avvenute in seguito all’Asset Quality Rewiew della BCE.
Per Fabrizio Viola, il risultato è stato

“«pesantemente influenzato dall’Asset quality review e dalle politiche dettate da questo»”

sui dati del bilancio 2014 vanno, infatti, a incidere gli effetti della revisione delle metodologie e dei parametri per la classificazione e valutazione dell’intero portafoglio creditizio, oltre alla svalutazione dell’avviamente e a componenti non ricorrenti.
Questo risultato determinerà anche una revisione dell’aumento di capitale previsto per la prossima primavera (tra aprile e giugno) saraà necessario passare da 2,5 a 3 miliardi di euro.

I dati di bilancio
Nella relazione di Fabrizio Viola sono stati comunque sottolineati differenti dati che vanno a confluire nel bilancio d’esercizio 2014 di MPS. E’ stato rilevato un andamento positivo dei ricavi primari, con crescita sia del margine di interesse ’core’, del 3%, che delle commissioni nette in crescita del 2,4% (1.698 milioni). I costi operativi sono, invece, calati del 2,2% determinando così un risultato complessivo dei ricavi primari che, prima delle rettifiche della BCE, segnava una crescita del 28% pari a 1.473 milioni.
I crediti verso la clientela sono calati dell’8,4% a 120 miliardi, mentre la raccolta diretta è risultata stabile a 126 miliardi.
A ciò occorre aggiungere però che le rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti nel 2014 sono state pari a 7.821 milioni di euro contro i 2.750 milioni del 2013. In tale cifra devono essere inclusi circa 5.963 milioni di maggiori rettifiche, determinate dalla revisione delle metodologie e dei parametri per la classificazione e la valutazione dell’intero portafoglio creditizio, seguite all’AQR della BCE; ciò ha comportato un incremento delle coperture dei crediti deteriorati che sono passate dal 41,8% del 2013 al 48,9% del 2014.
La svalutazione dell’Istituto per il Credito Sportivo, avvenuta nel primo trimestre 2014, e le svalutazioni del Fondo Immobiliare Socrate e di Prelios (terzo trimestre 2014), hanno determinato un risultato negativo (-204 milioni di euro di cui -145,2 milioni di euro nel quarto trimestre 2014, contro i -73,5 milioni di euro del 2013) delle rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie.

L’aumento di capitale e i parametri della BCE
Secondo quanto affermato da Fabrizio Viola, i risultati descritti nel bilancio di esercizio 2014 sono già stati esaminati dalla BCE e hanno determinato la decisione di elevare l’aumento di capitale, resosi necessario dopo il fallimento degli stress test della BCE avvenuti nello scorso Ottobre, dalla somma di 2,5 miliardi di euro, inizialmente prevista, a quota 3 miliardi di euro.
Nella presentazione dei dati di bilancio 2014 l’AD Fabrizio Viola ha anche chiarito che MPS dispone attualmente di un cuscinetto patrimoniale che, già supera i requisiti previsti dall’accordo Basilea 3, dal momento che rispetto al parametro Cet1, è pari al 10,2%. Si tratta di un requisito di patrimonializzazione ancora inferiore a quello richiesto dalla BCE che, nello scorso Gennaio aveva imposto a MPS un Cet1 del 14,3%. Tenendo conto sia del rimborso dei Monti Bond, attualmente detenuti dal MEF, che dell’imminente aumento di capitale da 3 miliardi di euro, il Cet1 proforma a fine 2014 è pari all’11,4%.
Infine, è stato anche chiarito che i dati di bilancio 2014 sono la risultante proprio dell’Asset Quality Rewiew messo in campo lo scorso Ottobre dalla BCE, dal momento che, già nell’incontro tenutosi nel Gennaio scorso a Francoforte, tra i vertici di MPS e Danièle Nouy, capo della vigilanza della Banca centrale europea, Presidente e Amministratore Delegato di MPS avevano chiarito non solo il piano messo a punto per colmare l’ammanco di 2,1 miliardi di euro emerso dagli stress test, ma anche l’intenzione di contabilizzare, passandoli a conto economico, nel bilancio 2014, i 4 miliardi di rettifiche sui crediti emerse dagli stress test.

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