MPS: aumento di capitale in primavera, ma vale meno di quanto chiede al mercato. Bruciati 5 miliardi in 6 mesi

Vittoria Patanè

23 Dicembre 2014 - 13:00

MPS varerà l’ennesimo aumento di capitale in primavera, ma ad oggi vale meno di quanto chiede. 5 miliardi in fumo in 6 mesi. Il futuro della banca senese è sempre più buio

MPS: aumento di capitale in primavera, ma vale meno di quanto chiede al mercato. Bruciati 5 miliardi in 6 mesi

Tra marzo e maggio 2015 arriverà l’ennesimo aumento di capitale di Monte dei Paschi, l’importo sarà di 2,5 miliardi di euro. Il problema è che in questo caso MPS vale meno di quanto chiederà al mercato.

Il crollo di ieri (-6,8%) ha portato il titolo al minimo storico di 0,46 euro. Sono 20 i punti percentuali in meno in una settimana, 30,51% in meno in un mese, 78,56% in 6 mesi (dall’ultima ricapitalizzazione) 55,80% in un anno.

Percentuali tanto sconfortanti quanto pericolose. In termini di capitalizzazione infatti, ieri la banca senese valeva 2,37 miliardi, meno dei 2,5 che chiederà con l’aumento di capitale in arrivo nella primavera dell’anno prossimo. A questo punto ci si chiede dunque, perché gli investitori dovrebbero credere ancora nell’istituto. Alcuni analisti pensano addirittura a un innalzamento dell’asticella. Secondo alcune indiscrezioni infatti, parte delle vendite sarebbero dovute all’allineamento del titolo a una ricapitalizzazione di importo superiore rispetto a quello previsto dagli accordi con la BCE. I vertici smentiscono, ma il futuro appare sempre meno roseo.

Tutti i dubbi su MPS
A gennaio, la Banca Centrale Europea darà il suo giudizio sul piano varato da Siena dopo la sonora bocciatura ricevuta qualche mese fa. L’Eurotower darà inoltre istruzioni sugli accantonamenti da contabilizzare nel quarto trimestre del 2014 (motivo principale del tracollo di ieri). In ballo ci sono 3 miliardi di rettifiche. Secondo i calcoli di agr, tenendo conto di proiezioni e svalutazioni collettive, rimangono dunque 3,05 miliardi di svalutazioni. A conti fatti dunque, contabilizzando in bilancio tutti gli accantonamenti, il rosso per MPS sarebbe di 4 miliardi di euro. I vertici di MPS sperano di ottenere uno sconto da Francoforte, ma ad oggi i dubbi rimangono tanti.

Il piano varato da Monte dei Paschi inoltre, non dovrà passare solo al vaglio della BCE, ma dovrà essere approvato anche da Bruxelles, dato che comporta una variazione di quanto approvato dall’UE per concedere i Monti bond.

La cessione di Npl
Nel frattempo, nel pomeriggio di ieri, MPS ha ceduto a Dortress un portafoglio di 4 miliardi di crediti in sofferenza con un valore lordo di bilancio pari a 380 milioni e comprendente prestiti garantiti e non garantiti.

Nel corso del 2014 le cessioni di posizioni in sofferenza sono state 16mila, con un valore lordo che si aggira intorno al miliardo.

MPS in Borsa
In soli sei mesi MPS ha totalmente bruciato l’intero importo dell’aumento di capitale di fine giugno. Allora il titolo valeva 7,6 miliardi di euro, oggi ne vale 2,37. 5 miliardi volatilizzati in un intervallo di tempo ristretto che comportano grosse perdite per coloro che avevano deciso di credere nel progetto della banca. Primi fra tutti i soci di maggioranza, Fintech, Vtg Pactual e Axa. Beffati ovviamente, anche i piccoli azionisti.

A questo punto, gli investitori dovranno decidere se partecipare all’ennesimo aumento di capitale o lasciar perdere tutto.

Oggi il titolo tenta il rimbalzo. Attualmente MPS sale dell’1,40% a 0,47 euro.

SONDAGGIO