Luigi Di Maio attacca la Buona Scuola di Renzi: “è una riforma da incompetenti”. Intanto, una delegazione del M5S si trova in Finlandia per analizzarne meglio il sistema scolastico, così da riproporlo in parte in Italia.
Riforma della scuola: continua la battaglia del Movimento 5 Stelle contro la Buona Scuola.
L’inizio dell’a.s. 2016/2017 non è stato certamente dei migliori, poiché ad oggi ci sono ancora molte cattedre scoperte.
Luigi Di Maio, del Movimento 5 Stelle, ha pubblicato un post su Facebook dove ha fatto un elenco dei problemi causati dalla Buona Scuola. Alunni costretti ad uscire prima da scuola perché mancano gli insegnanti, docenti di sostegno insufficienti, “dirigenti scolastici che chiedono insegnanti di italiano e si vedono arrivare insegnanti di scienze”. Una situazione che secondo Di Maio è ormai insostenibile, a dimostrazione che quella fatta dal Governo Renzi è stata una “riforma da incompetenti”.
Quello di Di Maio è l’ennesimo attacco che un membro del Movimento 5 Stelle sferra ai danni della Buona Scuola. Non è un segreto infatti che il M5S abbia già pronto un programma di riforma della scuola, il cui punto centrale è l’abolizione della riforma Gelmini.
Buona Scuola: secondo Di Maio non garantisce il diritto allo studio
Di Maio ha ricordato che il diritto allo studio è sancito dalla nostra Costituzione, quindi è impensabile che agli studenti italiani non venga permesso di “vivere la scuola serenamente”.
Qual è la soluzione? Di seguito analizzeremo nel dettaglio alcuni dei punti su cui il Movimento 5 Stelle si batte da sempre. Per Di Maio, però, prima di pensare alle varie soluzioni alternative, è necessario alzare la spesa per l’istruzione:
“Per chi si stesse domandando quale sia la soluzione, basta guardare i dati: in Italia, la spesa per l’istruzione nell’anno 2015 è stata del 4,3% del Pil, in Sud Africa è pari al 6,6%, volendo restare in Europa, siamo tra i Paesi con le percentuali più basse.”
Se i presupposti rimangono questi, è inutile che l’Italia continua a paragonarsi a paesi come la Finlandia dove, ha sottolineato Di Maio, “il benessere degli studenti è la cosa che ha più importanza”.
Ed è proprio in Finlandia che in questi giorni si trova una delegazione del Movimento 5 Stelle. Tra questi c’è l’on. Luigi Gallo che, intervistato da OrizzonteScuola.it ha spiegato il perché di questa visita nel territorio scandinavo.
La scuola italiana secondo il M5S: prendere la Finlandia come modello
Lo scopo della visita in Finlandia della delegazione del Movimento 5 Stelle, è analizzare uno dei sistemi scolastici che ha ottenuto più riconoscimenti, come quello dell’ONU nel 2008. Eppure, 30 anni fa il sistema scolastico finlandese era sotto tutti gli standard europei, cosa è cambiato nel frattempo? Luigi Gallo, deputato per il M5S, ha dichiarato ad OrizzonteScuola.it che il sistema finlandese così come lo conosciamo oggi è frutto di un piano trentennale di investimenti e formazione.
Ed è per questo che il M5S ha scelto di recarsi direttamente lì per studiarlo da vicino, così da conoscere i “passaggi di transizione tra il vecchio e il nuovo sistema”. L’onorevole Gallo, inoltre, ha specificato che questi obiettivi, a differenza di quanto accade in Italia, sono stati ottenuti senza la “corsa al Test Invalsi”.
Secondo lui, le riforme Renzi hanno trasformato la scuola in un sistema inadatto, dove nonostante “i Test, i risultati continuano a non arrivare”. E quando gli viene fatto notare che gli scarsi risultati delle Prove Invalsi dipendono dalla differenza che c’è tra Nord e Sud, Gallo risponde citando un motto finlandese: “la migliore scuola è quella del tuo quartiere”.
Naturalmente il Movimento 5 Stelle non ha intenzione di utilizzare totalmente il modello finlandese, poiché riconoscono l’esistenza di differenze non solo climatiche, ma anche culturali con il nostro Paese. Gallo ha citato alcuni punti su cui il M5S si batterà nei prossimi mesi:
- eliminazione Test Invalsi;
- votazione numerica sostituita da una valutazione per competenze.
Inoltre, Gallo prendendo l’esempio della Finlandia si è soffermato sull’importanza della formazione docenti, illustrando il progetto del Movimento 5 Stelle. Nel dettaglio, la formazione docenti deve basarsi su tre principi fondamentali:
- obbligatorietà;
- qualità;
- retribuzione.
È molto importante che una futura riforma della scuola si concentri nel garantire una formazione di qualità agli insegnanti, che sia anche retribuita visto che comporta un aggravio di lavoro. Gallo fa l’esempio del Trentino, dove il modello funziona perfettamente visto che “le imprese stesse formano sul campo i docenti per le competenze tecnologiche e scientifiche”.